150: Unbroken

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Tanto tempo fa avevo iniziato a pubblicare una storia originale (quella che avevo inviato per il concorso di Giunti, vi ricordate?)
Poi avevo smesso, perché avevo iniziato a odiarla. E quando è stato il momento di ricominciare a pubblicarla ho perso una persona importante e immedesimarmi in Kat e rivivere il suo dolore per la scomparsa della nonna (e di un’altra persona, ma non vi spoilero :p) mi faceva sentire ancora più triste.

Oggi, in un momento di “follia”, ho deciso di postare tutti i capitoli che mancavano. Li ho corretti (o almeno ci ho provato) e sono tutti su EFP, se vi interessano. Non so ancora cosa ne penso di questa storia, perché da una parte è stata importante per me, perché è la prima originale che io abbia mai deciso di pubblicare e di far partecipare a un concorso. Dall’altra… a volte mi sembra stupida e superficiale e penso che avrei potuto scrivere qualcosa di molto più bello, ma ormai quello che è fatto è fatto, quindi vi lascio il link.

Più che altro l’ho pubblicata perché mi dispiaceva lasciarla incompleta, quando sul mio pc era già tutta finita. E, se qualcuno la stava seguendo, si meritava di sapere com’è finita. 🙂

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A domani,

Poppy

102: I Sogni degli Scrittori

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Questa notte ho fatto un sogno che mi ha ispirato una storia. O meglio, ho direttamente sognato una storia e devo solo trasferirla sul foglio di Word. L’unica cosa che mi manca è il finale, perché purtroppo mi sono svegliata troppo presto, ma la trama c’è tutta e non vedo l’ora di lavorarci.

Non è la prima volta che mi capita. Tempo fa ho sognato di vivere il primo capitolo di una storia che non ho mai pubblicato, ma che ho inviato per partecipare a un concorso. È sempre strano quando succede, perché poi mi sveglio nel mezzo della notte e accendo il telefono per prendere subito appunti. E per i giorni seguenti – almeno finché non riesco a mettermi al computer – non riesco a pensare ad altro. Ed è così anche adesso, è da stamattina che continuo a pensarci e infatti ho già scritto il primo capitolo e metà del secondo.

A volte, invece, quando passo troppo tempo bloccata su una storia, mi capita di sognare di essere la protagonista e di fare qualcosa che mi aiuta a continuare a scrivere. Sogno capitoli, idee, anche solo piccole scene, che però sono fondamentali per mandare avanti la storia.

Anche a voi è capitato di sognare storie e di scriverle?

A domani,

Poppy

096: Past Lives

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Ogni tanto torno a fare shameless self-promotion, quindi eccomi di nuovo a spammare una mia vecchia storia (fan fiction): si tratta di una delle mie preferite in assoluto, cioè “Past Lives“.

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Due anime gemelle si trovano sempre. In ogni vita. In ogni era. In ogni situazione. E spesso il destino è beffardo e le mette alla prova.
Due anime gemelle sanno sempre chi sono quando si incontrano, ma questo non vuol dire che stare insieme sarà facile o semplice.

Se mi conoscete da un po’ sapete che sono affascinata da tutto ciò che riguarda le vite precedenti, quindi quando ho ascoltato la canzone di Kesha (Past Lives), mi è immediatamente venuta in mente questa storia. All’inizio volevo fare una raccolta di One-Shot, ognuna con gli stessi protagonisti ma in epoche diverse. Poi ho pensato a un modo per scrivere una long e rendere le cose interessanti e ho cominciato a scrivere il primo capitolo. Megan è uno di quei personaggi che si sono praticamente creati da soli. Dalle prime parole ho capito subito che sarebbe stata una tizia “tosta” da gestire. 🙂

Se non l’avete mai letta e avete voglia di farlo (o anche solo se volete rileggerla), la sto postando su Wattpad. Sono venti capitoli e ne posto due al giorno.

A domani,

Poppy

089: Over Again

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Dopo aver finito di pubblicare “Another World” su Wattpad ho deciso di iniziare a postare anche tutte le altre storie che ho già concluso su EFP. Adesso è il turno di “Over Again”, di cui sono già quasi arrivata alla fine.

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Sophie Campbell ha ventidue anni e pensava di avere tutto dalla vita: un magnifico lavoro a Parigi e un fidanzato che le aveva chiesto di sposarla sulla Tour Eiffel. Ma quando la ragazza scopre che il suo fidanzamento è solo una menzogna decide di tornare a Londra, nell’appartamento che condivide con la sua migliore amica Katherine. Un incontro casuale con un ragazzo che ha fatto parte del suo passato la aiuterà a superare quella brutta esperienza o servirà solo a peggiorare le cose?

Dalla storia: “Parigi, la città romantica per eccellenza. La città dell’amore.
Un paio di palle, pensai appoggiando la testa al finestrino dell’Heathrow Express, mentre cominciavo a vedere i familiari palazzi della periferia di Londra.
Parigi, la città puzzolente. La città dove i sogni si infrangono. La città dove gli amori finiscono.”

Sto pubblicando due capitoli al giorno fino alla fine della storia (cioè al capitolo 20). Se non l’avete mai letta e avete voglia di iniziare qualcosa di nuovo, ecco il link: “Over Again” di Poppy Belle su Wattpad.

A domani,

Poppy

075: Wattpad – Another World

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Da qualche giorno ho creato un account su Wattpad (una community internazionale dove si possono postare le proprie storie) e ho cominciato a pubblicare le mie fan fiction, a partire dalla primissima che ho messo su EFP: “Another World”.

Rebecca è una ragazza viziata di Los Angeles. Ha vissuto per tutta la sua vita in un’enorme villa a Beverly Hills ed è abituata a fare tutto quello che vuole senza nessuna conseguenza. Quando organizza l’ennesima festa, però, sua madre la scopre e ne ha abbastanza. Per punizione la spedisce a vivere a Londra da suo padre, dove dovrà passare un’estate completamente diversa dal solito e dove incontrerà due ragazzi che le faranno perdere la testa. In tre mesi Rebecca dovrà cambiare vita e prendere una decisione importante: chi sceglierà tra Zayn e Harry?

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Quindi quello di oggi è un post di shameless self-promotion. 🙂

A domani,

Poppy

047: Blocco dello scrittore

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Recentemente ho avuto un “blocco dello scrittore” (un altro, lo so). Non riuscivo più a scrivere “The Butterfly Effect” e non sapevo più cosa fare per superarlo. Ho provato tutte le tecniche che uso di solito, mi sono distratta, ho pensato ad altro, ho scritto altro, poi sono tornata al capitolo che avevo interrotto e niente. Mente completamente vuota.

Alla fine ho risolto eliminando un capitolo intero della storia e riprendendo dall’ultimo punto che mi piaceva davvero. Rileggendo il tutto dopo qualche settimana mi ero resa conto che non aveva senso la piega che stava prendendo la trama. A dire la verità avevo capito subito qual era la cosa che non andava, ma non avevo il coraggio di rimuovere una parte così grossa di storia. Insomma, l’avevo già scritta, come potevo cancellarla? A volte, però, la miglior tattica è fare un grosso respiro, selezionare la parte che non piace o non funziona, chiudere gli occhi, premere un tasto e ricominciare da capo.

Quindi ieri ho riscritto tutto il capitolo 11 e sono già arrivata quasi alla fine del 12. Le cose stanno andando come dovrebbero e ne sono estremamente felice. Ho superato l’ennesimo blocco dello scrittore e adesso non vedo l’ora di finire di scrivere questa storia!

A domani,

Poppy

045: Scrivere

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A volte penso che non sia importante quello che scrivo. L’importante è che io scriva. “Chissenefrega” se il mio articolo parla di musica, di un gruppo che ho ascoltato live, di mille curiosità che ora sicuramente fanno dormire meglio le persone che seguono il mio blog (*ironia*) o di qualsiasi altra cosa. Quello che è importante è che io mi sia svuotata la mente. Perché in fondo a me piace scrivere tutto. Certo, raccontare storie è affascinante ed è una delle cose che amo più al mondo, ma anche liberare la mente da pensieri ingombranti è bello. E il suono della tastiera è rilassante, quindi anche quello è un lato positivo.

Oggi, comunque, voglio parlare di una cosa in particolare che riguarda il mondo della scrittura. La ricerca. Giorni fa ho letto queste domande sulla pagina del concorso di Giunti e ho cominciato a riflettere:

Che materiali usate per scrivere?
Ricerche su internet, libri in prestito alla biblioteca, interviste ad amici e conoscenti, vecchie enciclopedie, sopralluoghi, album fotografici, siti web per immagini?
Lo scenario, i personaggi, i dettagli storici, le ricostruzioni.
Città, nomi, paesaggi, sapori, odori. Che sia una storia italiana o ambientata all’estero, ogni libro ha bisogno di nutrirsi della realtà, anche e soprattutto per discostarsene.
E voi con cosa “innaffiate” la vostra scrittura?

Come scrivevo in qualche altro post, mi piace scrivere di posti in cui sono stata davvero. Luoghi che ho visto, che ho toccato, che ho calpestato e fiutato. Posti che ho vissuto anche se solo in minima parte. Mi è capitato di ambientare storie in città che non ho mai visto dal vivo e non è la stessa cosa. Certo, esiste Google Maps che al giorno d’oggi ti fa vedere ogni cosa, persino dentro certi negozi. Ma non è la stessa cosa. Google Maps non ti permette di respirare l’atmosfera di quel posto, non ti fa sapere che odori ci sono nell’aria, non ti fa sentire i suoni che ci sono nella strada o nel quartiere in cui vuoi che i tuoi personaggi si incontrino. E non sai nemmeno come sono le persone del posto.

Quasi tutte le mie storie sono ambientate non solo in città che ho visitato, ma proprio in strade, posti, negozi e ristoranti in cui sono stata. Ambienti che hanno attirato la mia attenzione per qualche motivo. Luoghi in cui, mentre mi ci trovavo, mi hanno ispirato scene o storie intere. A volte un solo particolare di una sola via o di un locale possono ispirare trame intere. O meglio, una scena in particolare, da cui poi nasce una storia.

Per tutto il resto, poi, Internet è la mia fonte principale di informazioni. Cerco qualunque cosa, dalla storia del posto di cui voglio parlare a come funzionano determinate cose al menu di alcuni ristoranti… insomma, tutto quello che mi può essere utile. Ed è una delle cose che preferisco fare. Mi piace ricercare con attenzione tutto quello di cui voglio scrivere. Adoro immergermi nella lettura di post, pagine di Wikipedia, leggende di antiche tribù e tanto altro. Mi piace essere informata per evitare di scrivere cose che non hanno alcun senso (e sicuramente ce ne sono tante di cose che non hanno senso nelle mie storie, ma tendo sempre a mettere ore e ore di ricerche dietro quello che scrivo).

Per esempio, e adesso faccio un esempio concreto, “Over Again” è nata sul treno dalla città in cui vivo a Milano. E, per essere più precisa, è nata la primissima scena, quella in cui la protagonista appoggia la testa contro il finestrino mentre torna a casa dopo un grande fallimento.

Questo mi porta a un altro punto: da cosa nascono le storie? Dipende.

A volte vedo una scena precisa e cerco di immaginare tutto quello che ci sta intorno. Perché sta succedendo questa cosa? Chi sono i protagonisti? Come sono arrivati qui?
Altre volte immagino un personaggio specifico, partendo dal suo carattere. Perché questa persona è così? Cosa è successo nella sua vita? Cosa succederà andando avanti?
E poi ci sono quelle che nascono da tantissime altre cose: da qualcosa che ho visto per strada, dal comportamento di un estraneo, da una canzone, da un film, da una frase che ho letto o sentito dire. L’ispirazione è ovunque. Bisogna solo guardarsi intorno e ascoltare con la mente aperta. E poi, una volta che è nata la storia, bisogna lasciarla andare. E’ necessario lasciare che prenda la sua strada e che i personaggi facciano quello che devono fare, perché non si può forzare una trama. Non si può mettersi in mente dall’inizio “questo personaggio farà queste cose e la storia finirà così”, perché non succederà mai nulla di tutto quello che ci si è messi in mente. O, almeno, non esattamente come si è pensato in origine.

Quindi giro a voi la domanda: da cosa nascono le vostre storie?

A domani,

Poppy