169: Drawing Video

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Rimango sempre affascinata da questi video. Sono come le ciliegie, uno tira l’altro. Quando comincio a guardarne uno su YouTube, poi finisco per guardarne almeno dieci!

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004: Wreck This Journal #4

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Oggi ho solo una pagina da mostrarvi! Le istruzioni dicevano di sporcarsi le mani (non specificavano con cosa) e lasciare impronte delle mani e delle dita. Ecco il mio risultato:

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La prossima pagina (che non so ancora quando poster√≤) √® la “Color This Entire Page”. Potrei aver cominciato un progetto forse un po’ troppo ambizioso, ma non vedo l’ora di vedere come verr√† fuori. Vi aggiorner√≤ appena riuscir√≤ a finire!

A domani,

Poppy

Wreck This Journal #3

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Ed ecco il terzo post sul mio Wreck This Journal! Anche oggi ho tre pagine da mostrarvi, quindi comincio subito!

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Pagina dedicata al caff√®! Ed io l’ho eliminato dalla mia vita (a parte l’occasionale decaffeinato – ma bevo cappuccino stile americano, quindi √® sostanzialmente acqua un po’ sporca di caff√®) da qualche anno ormai, quindi mi sono fatta prestare il filtro dell’espresso di mia madre. Nella pagina a sinistra ho deciso di disegnare un bicchiere di Starbucks, da cui si rovescia del caff√® e va a formare il gufo sull’albero a destra. Poi ho colorato le istruzioni e ho creato uno sfondo a sinistra (sono tutti semicerchi e li ho disegnati con un pennarello a punta finissima).

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Le istruzioni dicevano di fare dei buchi nella pagina usando una matita. Io li ho fatti, ma volevo anche disegnare qualcosa. Ho pensato a varie cose per decorare la pagina: ciambelle, palloncini scoppiati, buchi di proiettili… Poi ho ascoltato una canzone che si chiama “Down The Rabbit Hole” di Adam Lambert e mi √® venuto in mente questo design. Mi piace l’idea del Bianconiglio confuso perch√© non sa quale sia la sua tana tra le tante. L’unica cosa che non mi piace molto del mio disegno √® l’orologio, che √® un po’ sproporzionato e storto, ma per il resto sono abbastanza soddisfatta.

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In questa pagina dovevo disegnare linee sottili e spesse (le istruzioni dicevano anche di usare una matita e premere forte sulla pagina, ma io ho preferito l’effetto dei pennarelli a punta fine). La pagina a destra mi ha tenuta occupata per un bel po’ di tempo (credo un paio d’ore) ed √® una delle mie preferite per ora, mentre quella a sinistra al massimo quindici minuti. Mi piaceva l’idea di avere il contrasto tra tantissimi colori e il bianco e nero dall’altra parte.

Prossimamente comincer√≤ a usare le tempere per alcune pagine (e non le uso da anni) e non vedo l’ora! Questo libro sta risvegliando la mia creativit√† e ne sono davvero felice!

Alla prossima,

Poppy

Wreck This Journal #2

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Negli ultimi giorni mi sono presa l’influenza e ho dovuto smettere di prendere gli antistaminici perch√© sabato ho appuntamento dal dottore per fare le nuove prove dell’allergia, quindi posso tranquillamente dire che sto piuttosto male. Mi distraggo sfogando la mia creativit√† sul mio Wreck This Journal. Ho completato alcune pagine, quindi ho pensato di fare un post per farvele vedere:

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A sinistra troviamo la pagina dei materiali che si possono usare per distruggere il libro. Io ho disegnato di fianco a ogni parola e ho semplicemente colorato “materials”. A destra, invece, vediamo la pagina dei numeri. Le istruzioni dicono di numerare ogni pagina (e l’ho fatto) e poi ho pensato di decorare il tutto. All’inizio avevo solo messo i numeri in basso e colorato l’interno delle lettere. Poi ho colorato con i pennarelli la pagina dietro, l’inchiostro √® passato dall’altra parte della pagina e non mi piaceva lasciare le macchie in vista, cos√¨ ho pensato di colorare tutto lo sfondo.

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A sinistra le istruzioni dicono di rompere il dorso del libro. L’ho fatto e poi ho deciso di decorare tutta la pagina. Ho cercato di usare uno stile che ricorda i fumetti. Le istruzioni a destra dicono di lasciare la pagina libera e le ho seguite, quindi non ho disegnato nulla.

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Queste sono le ultime due pagine che ho fatto e le ho finite ieri sera. Le istruzioni dicevano di stare in piedi sul libro, saltare e strofinare i piedi sulle pagine. Visto che a me non piaceva l’idea di trasportare quello che c’√® sotto le mie scarpe su un libro che porto sempre con me, ho deciso di interpretare le istruzioni (anche perch√© una delle regole √® proprio che le istruzioni sono interpretabili) e ho tracciato il contorno dei miei piedi. Poi ho ricreato i calzini che stavo indossando, ho disegnato/scritto una citazione di Abraham Lincoln e ho messo un paio di impronte sulla pagina a destra.

Prossimamente dovr√≤ utilizzare il caff√® su due pagine e ho gi√† un’idea per fare qualcosa di particolare. Come avrete capito, sto amando particolarmente questo libro e sono felicissima di averlo finalmente comprato!

In altre news, ho quasi finito di postare su EFP “Teenage Kicks” e sono contenta di come sta andando. Devo sempre scrivere il seguito, ma ultimamente ho cominciato una storia nuova che non vedo l’ora di finire e poi devo riflettere bene su come far procedere Teenage Kicks II (il titolo cambier√†), perch√© essendo un progetto lungo, complicato e pieno di personaggi devo pensarci mooooolto bene per evitare di fare cose troppo stupide o banali.

Ho anche scritto un capitolo per un nuovo concorso di Giunti (quello per creare un romanzo collettivo). Sono quindici pagine e la scadenza per inviarlo è il 29 gennaio, ma io, per qualche motivo, sono bloccata e non ho il coraggio di mandarlo.
Questa era la traccia: “Alex e Joyce si conoscono fin da bambini, abitano nella stessa piccola citt√† di provincia. Pur essendo molto amici, hanno deciso di intraprendere due percorsi diversi dopo la maturit√†, hanno due famiglie con modi di vivere agli antipodi, frequentano persone differenti, spesso le opinioni li hanno divisi, ma una cosa li ha da sempre accomunati: la passione per la musica‚Ķ”
Non so, la storia che ho scritto io √® strana ed √® stata ispirata da un sogno che ho fatto non molto tempo fa. A volte credo che mi piaccia davvero, altre volte non sono sicura che rientri nel tema. La musica c’√® ed √® una parte importante del capitolo, i protagonisti sono loro…ma non lo so. Per√≤ probabilmente lo mander√≤ lo stesso, perch√© se non lo invio non scoprir√≤ mai se ho scritto qualcosa di decente o no, giusto?
E’ strano come il tema di questo concorso sia la musica, cio√® qualcosa che dovrebbe essere facile per me, perch√© anche l’altra volta ho inviato una storia sullo stesso tema e tutti i miei racconti hanno sempre l’elemento musicale, e invece mi ha bloccata completamente. Ah, i casi della vita!

Parlando dell’altra storia del concorso, “(Un)broken”, la sto sempre postando su EFP, ma ultimamente la odio con tutta me stessa, quindi sto cercando di sistemarla e cambiarla, ma non sono pi√Ļ convinta di nulla. Ogni volta che la leggo mi sembra di aver trattato la trama con superficialit√† e non mi piace pi√Ļ. Che dramma essere un’aspirante scrittrice, vero?

Ugh, a volte mi viene voglia di mollare tutto e aprire una pasticceria.

Spero che a voi stia andando un po’ meglio e, soprattutto, spero che non siate malati!

Alla prossima,
Poppy

Wreck This Journal #1

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Sono anni (da quando ho cominciato a viaggiare) che vedo “Wreck This Journal” di Keri Smith nelle librerie di tutto il mondo. L’ho sempre sfogliato, ma non l’ho mai comprato (e sono stata vicinissima a farlo l’ultima volta che sono stata in libreria a Londra lo scorso dicembre). Poi ho visto un video su YouTube di una ragazza che ha iniziato questa avventura e mi √® venuta voglia di provarci. L’ho ordinato su Amazon e mi √® arrivato ieri.

Per chi di voi non ha mai sentito nominare “Wreck This Journal”, ecco una veloce spiegazione: si tratta di un libro/diario che contiene pagine e pagine di istruzioni che incitano la persona ad essere creativa e a distruggerlo. E s√¨, all’inizio mi sembrava un’idea stupida. Perch√© comprare un libro il cui unico scopo √® quello di essere distrutto? Poi mi sono fermata a leggere l’introduzione e le regole. “Wreck This Journal” non √® affatto un libro dedicato solo alla distruzione. No, √® qualcosa che serve a stimolare la creativit√†. Basta fare una veloce ricerca su Google o su DeviantArt o Instagram o YouTube per vedere come diventano belli i libri/diari una volta finiti. Aiutano le persone a pensare fuori dagli schemi, ad essere spontanei, imprevedibili e creativi.¬†

Ecco una foto del mio “Wreck This Journal” nuovo. Vedremo come diventer√† una volta finito:

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Ho pensato di condividere con voi questo viaggio, dalla prima all’ultima pagina. Per ora ho finito solo la parte dedicata al nome, ma non vedo l’ora di continuare.

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A destra ho scritto il mio nome in tutti i modi richiesti: in bianco, illeggibile (anche se si legge un po’ troppo per i miei gusti), al contrario, in modo leggero e a caratteri enormi. Le cose che ho censurato sono il mio indirizzo e il mio numero di telefono (non mi sembrava il caso di pubblicarli). Poi ho decorato tutto con pastelli colorati e infine mi sono spostata sulla pagina a sinistra, che in origine era completamente bianca. Ho creato uno sfondo (tutto composto da linee orizzontali e verticali) in matita e poi ho scritto una delle mie citazioni preferite di Walt Disney. “Le idee nascono dalla curiosit√†”. Poi ho aggiunto “dare to dream”, cio√® “osa sognare”, perch√© mi √® sembrato molto appropriato per questo progetto.

Se siete interessati ad acquistare un “Wreck This Journal” potete trovarlo su Amazon (su quello italiano costa circa 10 euro, ma √® quello vecchio con meno paginie e su quello inglese pi√Ļ o meno 7 sterline ed √® la versione nuova con pi√Ļ di 200 pagine). Non ho idea se si riesca a trovare anche nelle librerie italiane. Io non l’ho mai visto, ma magari √® perch√© non l’ho mai nemmeno cercato. Se ne comprate uno fatemelo sapere in un commento e mostratemi le foto delle vostre pagine!

Alla prossima,

Poppy

Giorno 140: Esercitarsi a Disegnare

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Questa sera voglio condividere con voi un video prima di andare a letto. Se siete appassionati di disegno come me, ecco un tutorial su come esercitarsi a disegnare:

Quando l’ho trovato su YouTube l’ho immediatamente guardato tutto e poi mi sono subito iscritta al canale dell’autore!

Spero che possa esservi utile!

A domani,
Poppy