Here I Go Again

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Ebbene sì, non scrivo sul blog da agosto e ho anche interrotto il Day by Day a Londra, ma… Ho passato un periodo strano. Pieno di impegni, di confusione e anche un po’ di tristezza. Però a volte ritorno e ricomincio a scrivere e, anche se il mio telefono ha la batteria al 41%, sono a letto e non ho nessuna intenzione di alzarmi per andare a recuperare un caricabatterie, ho voglia di pubblicare qualcosa. Perché? Non lo so nemmeno io, onestamente. Forse perché in questi due giorni ho finalmente cominciato a rimettere in ordine tutta la mia vita, forse perché l’insonnia è sempre l’assoluta protagonista delle mie notti… O forse perché scrivere sul blog mi manca, anche se non ho tutte queste cose da dire.

Poco fa ho trovato alcuni post del mio vecchissimo blog privato e li ho letti con un sorriso e una mezza lacrima. Ho trovato il post che ho scritto dopo essermi presa una cotta pazzesca per un tizio che ho incontrato una sera e che, probabilmente, non si ricorda più nemmeno della mia esistenza. E per la maggior parte del tempo anch’io tendo a non ricordarmi più che esiste, ma a volte lo sogno oppure mi ritrovo a pensare a lui e allora capisco che in un certo senso è come se la cotta fosse ancora lì, nascosta appena sotto la superficie, che aspetta di uscire nei momenti meno opportuni. Ma si può essere ridotti così? Io dico che i sentimenti sono cose davvero strane e non li capisco. Vi farò un fischio quando comincerò a farlo (se mai riuscirò).

Comunque, post sulla cotta a parte, è stato strano leggere quello che scrivevo quattro anni fa sul blog che leggevano solo le persone più vicine a me. È stato come fare un tuffo nel passato, che mi ha fatto capire quante cose sono cambiate in questi anni. E non la vivo male, perché tutti crescono e tutti cambiano. Probabilmente tre anni fa ci sarei stata malissimo a leggere certe cose, ma adesso è come guardare un album di foto polverose trovate in soffitta e sorridere davanti ai ricordi.

Ci sono troppe cose di cui vorrei parlare in un solo post e sono tutti argomenti che non c’entrano nulla l’uno con l’altro, quindi credo che cercherò di riordinare i pensieri e tornerò a “sfogarmi” su queste pagine più spesso. Non so ancora come mi comporterò, se scriverò tutti i giorni, una volta alla settimana o al mese. Di sicuro so che eviterò di riprovare a fare la sfida dei 365 giorni, perché abbiamo capito tutti che non ce la posso fare. È inutile scrivere post sul nulla quando non ho niente da dire, solo per pubblicare qualcosa tutti i giorni.

Voglio che questo diventi uno spazio ancora più personale, dove svuotare davvero la mente quando sento di avere troppi pensieri (in puro stile Pensatoio). Quindi tornerò a scrivere. Non so con che frequenza. Non so di cosa parlerò, ma tornerò.

In questi giorni ho ricominciato a sentirmi creativa e produttiva e ho sistemato cose che avevo in sospeso da mesi. Perché l’anno scorso ho cercato di essere forte. Anzi, ho messo la testa sotto la sabbia e ho cercato di ignorare un periodo difficile, ma alla fine tutto è tornato a galla ed io ho perso la voglia di fare qualunque cosa. Non avevo più entusiasmo per nulla, trovavo difficile persino scrivere. Era diventato un peso, lo vivevo come obbligo.

Adesso, invece, sento di essere sulla strada giusta per tornare alla normalità. Ma non solo. Voglio tornare alla normalità e credo di aver cominciato a fare qualche passo nella direzione giusta in questi giorni.

Quindi incrociate le dita per me. Se tutto va bene, tornerò quella di sempre in poco tempo. Anzi, no. Non tornerò proprio quella di sempre. Avrò qualche esperienza in più alle spalle, qualche cicatrice in più – letterale e metaforica – (e sarò anche più vecchia, ma voi non ditelo a nessuno, perché finché la gente ci crederà, io negherò di avere un giorno in più di diciotto anni), ma è giusto così.

E adesso è meglio se provo a dormire, perché anche la batteria del mio telefono sta cercando di dirmi che non ne può più e di lasciarlo in pace.

Che dire? Non so chi leggerà queste parole, ma buon anno, perché non l’ho ancora detto. Magari prossimamente vi racconterò della mia esperienza di Capodanno a Londra, per adesso invece chiudo gli occhi e comincio a contare le pecore (come se avesse mai funzionato. Ma c’è qualcuno per cui questo metodo funziona davvero?)

‘Notte!
A presto,
Poppy