188: London Day 10

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Credevo di aver visto tanta gente strana nella mia vita, poi ho cominciato a chiacchierare con un uomo dello staff dell’appartamento e ho capito che esistono tante persone bizzarre. Tantissime.

È affascinante parlare con qualcuno che lavora nella reception di un hotel, perché si scoprono tantissime curiosità sulle abitudini della gente. Mi piace conoscere la gente del posto quando viaggio e mi piace ancora di più fermarmi a parlare con loro. Ed è una cosa che mi capita spesso, anche se una volta sono stata molto fraintesa e il tizio ha, nell’ordine: lasciato un biglietto con il suo indirizzo e-mail sotto la porta della mia stanza, creato un account Twitter solo per seguire il mio, chiamato il telefono nella mia camera a mezzanotte per chiedermi com’era andata la mia giornata e per offrirmi un upgrade gratis e chiedermi se volevo “andare a vedere la nuova stanza con lui”.

Comunque, chiudendo questa parentesi un po’ inquietante (e nel caso vi steste chiedendo com’è finita, ho accettato l’upgrade ma senza andare a vedere la stanza con lui e poi ho tagliato i contatti e smesso di frequentare quell’hotel) mi piace ascoltare le storie delle cose assurde che succedono negli hotel. A volte si scoprono cose curiose, come il fatto che un ragazzino diciassettenne ha chiesto allo staff in reception di nascondere le sue sigarette in cassaforte perché la sua famiglia non sa che fuma. Tutte le mattine se le fa dare, finge di uscire per andare a fotografare Londra e invece fuma.

Oppure si scopre che tanta gente ha troppo poco buonsenso. Forse l’avevo già raccontato, perché questa è una cosa che ho saputo l’anno scorso, ma qualcuno ha avuto il coraggio di accendere il bollitore elettrico e poi di piazzarlo sulla piastra elettrica accesa. Questa persona ha ovviamente fatto un casino allucinante e ha obbligato lo staff dell’hotel a cambiare tutto il piano cucina di quella stanza.

Un’altra cosa che mi piace è fare people watching quando sono in giro. Osservo le persone, anche se probabilmente non dovrei. A volte si vedono cose interessanti, altre si trovano personaggi improbabili, come quello che oggi è salito sull’autobus con un bicchiere colmo di caffè bollente (senza coperchio) e ne ha rovesciato metà quando il bus è partito. Oppure a volte si vedono ragazze con uno stile incredibile che ti ispira e ti fa venire voglia di comprare tutto quello che indossano, mentre altre… un po’ meno.
Mi aggiungo a un appello che hanno già fatto in tanti: I LEGGINGS NON SONO PANTALONI. Vi prego, non mettete i leggings praticamente trasparenti con magliettine cortissime. Sono orribili e vi si vede qualunque cosa.
E ve lo dice una persona che è una grande fan dei leggings. Una che praticamente vive in leggings da anni. Ma:
A) se metto quelli un po’ trasparenti non li metto con magliette corte. Ci metto sopra cose lunghe che coprono almeno le mutande (perché si vedono, credetemi. Potete anche metterle nere con leggings neri, ma si vedono);
B) se decido di mettere magliette più corte uso i jeggings (che non sono altro che jeans elasticizzati. Sostanzialmente skinny jeans senza il fastidio del bottone e della cerniera).

Ieri sera ho guardato That Awkward Moment e l’ho trovato un film molto carino. È stato diverso dal solito, perché è una commedia romantica, ma è raccontata dal punto di vista degli uomini. Ed è particolarmente interessante cercare di capire la mentalità dell’uomo quando si tratta dell’amore. Oltre al fatto che il film è pieno di battute e momenti divertenti.

A domani!

Poppy

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