196 & 197: London Day 18 & 19

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Comincio con il dire che ho fatto pace con la lavatrice. Oggi sono riuscita a fare due lavaggi completi e mi ha anche asciugato tutto. Beh, quasi. Il secondo lavaggio, dopo un’ora e mezza di asciugatrice, era ancora umido, ma non importa. Almeno ha cominciato a fare quello che le dico e ha smesso di fare di testa sua e di lavare tutto due o tre volte di fila.

Comunque, discorsi noiosi sulle faccende domestiche a parte, in questi due giorni ho esplorato Londra in lungo e in largo e ho scoperto nuovi posti che mi piacciono tantissimo.

Ieri sono tornata a South Bank (che mi piace, perché adoro l’architettura dell’Houses of Parliament e del Big Ben, quindi trovo piacevole fermarmi a guardarli, ma che odio perché è sempre troppo pieno di turisti) e da lì ho preso la Jubilee per andare a Canary Wharf, il cuore finanziario di Londra. Non ci ero mai stata, ma volevo visitarlo da tanto.
È… Strano. Sembra di essere in America, perché ci sono grattacieli ed edifici altissimi e la gente veste elegante (business smart) ed è sempre di fretta. Mi ha ricordato New York.
Ci sono anche dei centri commerciali simili a quelli americani, ma la differenza è che i negozi sono molto più piccoli di quelli nelle altre zone di Londra.
Dal porto da cui parte il battello c’è una vista bellissima del nuovo skyline della città e credo davvero che sia da non perdere.

Oggi invece è stata la giornata dei villaggi. Il tempo ha permesso finalmente di continuare l’esplorazione, quindi sono andata prima ad Hampstead, che è davvero un posto carino, e poi ad Highgate, che è piccolissimo, ma stupendo. E dall’High Street c’è una vista mozzafiato.

Domani le previsioni del tempo dicono che finalmente non dovrebbe piovere nemmeno una volta, anche se farà freddissimo.
Quindi credo che andrò a comprare qualcosa di più pesante da indossare (non l’ho ancora fatto, nonostante le temperature negli ultimi giorni siano scese parecchio) e poi andrò ad avventurarmi alla ricerca di un altro punto di Londra da cui si godono viste meravigliose.

Nel frattempo vi posto un paio di foto di ieri e oggi 🙂

A domani!
Poppy

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195: London Day 17

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Oggi, parlando con mia sorella, mi sono resa conto che mancano quattro giorni alla partenza e poi sarò di nuovo in Italia.
Mi manca casa. Mi mancano mia madre, il mio cane, il mio letto (soprattutto quello) e il mio computer. Più che altro mi manca il tempo che passo a scrivere in tutta tranquillità (quando riesco a farlo).
Ma non riesco ancora ad abituarmi all’idea che tra quattro giorni sarò nella mia solita camera da letto e la vita ricomincerà ad essere uguale a sempre.
Anzi no, questa volta avrò la variante del lavoro, perché è finalmente arrivato il momento di capire in che direzione mandare la mia vita e cercare un nuovo posto.

Mi mancherà Londra. Tantissimo. Mi mancheranno l’appartamento, le chiacchierate con il manager notturno, l’autobus 23, la pioggia battente e il sole che splende dopo cinque minuti, il vento a ventisette chilometri (non è vero, quello non mi mancherà proprio), i Kensington Gardens, lo shopping mattutino a Kensington High Street, il cinema in cui si congela… Mi mancherà tutto.

E mai come quest’anno mi sono resa conto che trasferirsi qui sarà difficilissimo. Ma ce la farò. Non so ancora come e quando, ma ce la farò prima o poi.

Nel frattempo continuo a sognare di avere una casetta colorata (lilla con la porta viola scuro, se ve lo stavate chiedendo) e di scrivere il mio secondo libro (perché il primo è già pubblicato ed è quello che mi ha permesso di trasferirmi) mentre guardo fuori dalla finestra e vedo la pioggia che bagna i tetti e schizza sui vetri. Immagino come sarebbe la vita se vivessi davvero qui. Immagino i nuovi amici, magari anche i nuovi amori…

E so che ovviamente la vita non sarebbe così se mi trasferissi. Probabilmente dovrei fare due lavori solo per permettermi di pagare l’affitto e non avrei tempo nemmeno di accendere il computer, figurarsi scrivere o incontrare persone nuove. Però sognare non fa male, no?

In questi giorni ho provato a riflettere molto su tutte queste cose. Mi sono immaginata lavorare in un negozio di vestiti, oppure fare la cameriera in uno qualsiasi dei mille ristoranti. Mi sono immaginata prendere l’autobus tutte le mattine per andare al lavoro, andare da Primark a comprare vestiti carini per il tempo libero (perché con l’affitto e tutto il resto credo che non potrei permettermi molto altro) e poi mi sono immaginata tornare a casa la sera, stanca ma soddisfatta.

Non lo so, oggi è una giornata così. Ho preso un altro autobus e ho fatto un giro molto lungo, quindi ho avuto parecchio tempo per riflettere e queste sono le cose a cui ho pensato.

194: London Day 16

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Quando il tempo non è dei migliori (oggi è stata ventosissima), la cosa migliore da fare è salire su un autobus e vedere dove ti porta. Oggi ho sperimentato la rotta dell’11 da Liverpool Street a Fulham Broadway ed è stato interessante.

Non ho scattato tante foto, perché ho preferito godermi la vista, ma una l’ho fatta e la voglio condividere con voi.

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A domani!
Poppy

193: London Day 15

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Dopo i circa tredici gradi di ieri, oggi la giornata è stata decisamente migliore. Ha piovuto pochissimo e la temperatura è stata piacevole per tutto il giorno, quindi ne ho approfittato per esplorare un po’.

Questa mattina sono andata da John Lewis a Oxford Street e ho scoperto che sul tetto c’è una terrazza da cui si può vedere tutta Oxford Street ed è molto, ma molto carina. C’è addirittura un piccolo bar dove si può prendere qualcosa da mangiare o da bere mentre ci si rilassa tra le piante e i fiori. È un’oasi di tranquillità nel caos della frequentatissima Oxford Street.

Sempre da John Lewis hanno aperto anche un Rossopomodoro e la pizza è davvero buona. 

Dopo pranzo invece sono andata a Covent Garden, dove è stato aperto un pop-up tweet shop di Marc Jacobs. Rimarrà aperto per tutto il weekend e funziona in questo modo: tutto quello che si può comprare non lo si paga con i soldi, ma in tweet.
Bisogna scrivere un tweet con l’hashtag #MJDaisyChain, mostrarlo in cassa e c’è un “menu” di cose che si possono ottenere a seconda di quello che si ha postato. 
Se si tratta di un semplice tweet con hashtag si può scegliere tra una mini taglia di Daisy, Daisy Dream o Daisy Eau So Fresh oppure si può prendere un caffè o qualcosa da mangiare (macarons, mi pare).
Se insieme al tweet si posta anche una foto o un video (Vine) si può scegliere se farsi fare una manicure con gli smalti Marc Jacobs oppure un portachiavi di Daisy Dream, la nuova fragranza.
Se le foto o i video postati sono particolarmente creativi e belli, potete venire scelti per vincere taglie normali dei profumi o addirittura occhiali da sole o anche borse di Marc by Marc Jacobs.

Ah, dimenticavo di dire che, sempre a Covent Garden, c’è un Double Decker di Street Food by MasterChef. Inoltre oggi (ma penso che succederà per tutto il weekend) passavano ragazzi e ragazze di Radley con degli adorabili cagnolini e davano card con sconti del 10% se si spendono almeno £50.

Infine sono andata a Little Venice, dove ho trovato una serra bellissima che si chiama Clifton Nurseries e al suo interno c’è anche un piccolo bar. 
Sul canale, invece, c’è una libreria in una barca. Si chiama Word on the Water e vende libri di seconda mano (io ne ho comprato uno sulla scrittura a sole 3 sterline!). 

Per tornare a “casa” ho camminato lungo il canale fino alla stazione di Paddington ed è stata una camminata davvero piacevole (a parte quando sono dovuta passare sotto un ponte dove, dall’altra parte del canale, dormiva qualcuno).

E la mia giornata è finita così, dopo essere andata a fare la spesa da Whole Foods e aver mangiato a casa in tranquillità.

A domani!

Poppy

192: London Day 14

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Oggi posto solo due foto, una della vista della Tower of London mentre aspettavo che smettesse di piovere e una del Tower Bridge aperto per far passare una nave.

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Ha grandinato durante il pomeriggio (pochi secondi dopo che sono arrivata a casa, per fortuna!) e vorrei anche parlare della bellezza della Tower of London o della Cattedrale di St. Paul sotto la pioggia, ma credo che lascerò tutto questo per domani.
Dovrò anche comprare qualcosa di molto caldo, perché qui le temperature stanno scendendo precipitosamente (parlo di 13 gradi) e il massimo che mi sono portata è la giacca di pelle. E pensare che oggi ho comprato un paio di occhiali da sole, che probabilmente non riuscirò a usare finché non tornerò in Italia.
E non mi sto lamentando, perché a me Londra piace sempre, anche quando ci sono tredici gradi a Ferragosto. Se avessi voluto un posto caldo e soleggiato avrei scelto la Spagna o la Grecia o qualsiasi posto nel Sud dell’Europa. 🙂

A domani!
Poppy

191: London Day 13

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Londra è formata anche da piccoli villaggi poco frequentati dai turisti e bellissimi.

Mia sorella ha trovato un libro che parla proprio di tutti questi piccoli villaggi in un negozio di vestiti e abbiamo cominciato ad esplorarli.
Questa mattina è stata la volta di Marylebone, che avevo già visto l’anno scorso, ma volevo tornarci per vedere tutti i negozi, compreso quello dedicato solo ed esclusivamente ai bottoni.

Poi siamo tornate ad Islington, dove c’è Camden Passage. Si tratta di una via piccolissima con negozi adorabili e un mercatino dell’antiquariato. Sembra di entrare in un altro mondo quando si percorre quella via. Non sembra nemmeno a pochi passi dalla più frequentata e caotica Upper Street!

Per ultimo siamo andate a Primrose Hill, dove abbiamo mangiato un cupcake buonissimo alla Primrose Hill Bakery. Avremmo voluto esplorare di più, ma ha cominciato a piovere e abbiamo preferito tornare a casa.

Domani abbiamo intenzione di visitare altri villaggi (nella speranza che il tempo tenga, ma le previsioni dicono che c’è rischio grandine). Nel frattempo vi lascio una foto di Marylebone e una di Camden Passage.

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Ps: ho finito di leggere “If I Stay” di Gayle Forman ed è bellissimo! Per fortuna che sono stata previdente e ho comprato direttamente anche il seguito, perché devo iniziarlo immediatamente!

A domani,
Poppy

190: London Day 12

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Era da un po’ di tempo che non andavo da Primark a Marble Arch. Oggi mi sono ricordata il motivo.
Di solito preferisco altri negozi della stessa catena, perché sono più tranquilli e ci sono meno selvaggi.
Perché non posso utilizzare nessun’altra parola se non “selvaggi” per definire i personaggi che si trovano in quel negozio.
Mi hanno sbattuto addosso delle borse più e più volte (ovviamente senza chiedere scusa), sono stata presa a gomitate, mi hanno pestato i piedi e una persona mi ha letteralmente starnutito in faccia senza essersi messa la mano davanti alla bocca.
Credo che mi prenderò qualche malattia contagiosa tropicale e in caso dovessero mettermi in quarantena senza Internet, sappiate che vi ho voluto bene.
Okay, io so che le cose da Primark costano poco e sono anche molto carine, ma perché comportarsi in modo così osceno? La gente prova le cose in mezzo al negozio e poi le butta per terra. Si picchiano per prendere le cose (mi è stato raccontato di gente che si è accoltellata per i saldi in quel negozio). E poi nessuno rispetta gli altri, è una cosa che mi fa infuriare.
Selvaggi. Non sono altro che selvaggi.

E, sempre parlando di selvaggi, vogliamo parlare della persona che ho visto ieri al Victoria & Albert museum? Era in giardino con suo figlio, gli ha tolto il pannolino e ha permesso che si buttasse nella fontana completamente nudo. Insieme ad altri bambini che stavano giocando tranquillamente (vestiti, al massimo con i pantaloni tirati su per non bagnarli nella fontana).

Cambiando argomento, questa mattina ho comprato un bel quaderno, una biro e ho cominciato a scrivere. Visto che non ho mai tempo di stare al computer e non voglio scaricare tutta la batteria del mio telefono, ho deciso di scrivere nel modo tradizionale, cioè con carta e penna. E posso farlo ovunque, il che è grandioso.

Ho anche litigato pesantemente con la lavatrice dell’appartamento oggi. Mi ha rapito i vestiti. Io ho cercato di dirle che doveva lavarli e asciugarli, lei si è rifiutata di utilizzare la sua funzione da asciugatrice e me li ha lavati due volte. Senza asciugarli. Poi mia sorella ha chiamato il manager del palazzo, che è arrivato a soccorrerci. Ha impostato il programma per asciugare i vestiti (dicendoci che non è stata colpa nostra, perché quella lavatrice è una teppista e fa quello che vuole) e ci ha detto che in un’ora avrebbe dovuto asciugare tutto.
No. Sono passate tre ore e, alla fine, ho spento io la lavatrice per la disperazione, ho recuperato i vestiti (ancora fradici dopo tre ore di “asciugatura”!) e li ho stesi in bagno.
Per il momento la lavatrice ed io continuiamo a non parlarci.

Domani dovrebbe finalmente esserci una giornata di sole e poco vento, quindi ho in programma di visitare alcuni posti che non ho mai visto. Vi farò sapere!

A domani,
Poppy