170: Clean Slate

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Ci sono tante cose che vorrei dire in questo momento. Ho iniziato questo post diverse volte, ma alla fine cancello sempre tutto, perché non trovo le parole per esprimere quello che sento. Forse non ci sono parole che spiegano esattamente quello che sta passando nella mia testa e nel mio cuore. Forse è solo una perdita di tempo.

Mi sono state dette frasi fatte come “certe persone è meglio perderle che trovarle” e posso dire che non ho mai sentito niente di più vero di questo. Le persone false, quelle che ti dicono una cosa e poi ne fanno un’altra, quelle che parlano male di te alle tue spalle e quelle che si fingono tue amiche e poi spariscono alla prima occasione (leggi: quando non hanno bisogno di nulla) e poi cominciano a uscire con una persona che ti ha ferita e non ti rispondono più ai messaggi è davvero meglio perderle che trovarle.

E lo so. So che è così, ma questo non mi impedisce di starci male lo stesso, di arrabbiarmi, di avere momenti in cui mi viene voglia di alzare il telefono e urlare a queste persone quanto mi fanno schifo e quanto sono false, ma poi non lo faccio, perché so che non mi farebbe stare meglio. Non servirebbe proprio a nulla. Anzi, conoscendomi poi mi sentirei anche peggio, perché io odio urlare e insultare le persone, anche se a volte se lo meritano.

Così mi butto sui libri, sulle fan fiction, sulle storie brevi, sugli articoli di giornale, sulle notizie di gossip e su qualunque tipo di insieme di parole scritte e pubblicate da qualche parte, perché così la mia mente è concentrata su quello e non mi perdo a pensare ad altro. (Anche il nuovo gioco Kim Kardashian: Hollywood aiuta molto a distrarsi. Pensavo che l’avrei odiato, ma no, purtroppo non lo odio. ANZI.)

Non è mai facile affrontare una perdita, di qualunque tipo essa sia. E sì, certo, con il tempo passa tutto. O meglio, con il tempo non passa, si impara a conviverci, ma poi ci sono giornate in cui qualcosa (una foto, una canzone, un video, oppure una persona che ti racconta – senza farlo apposta – che ha visto X da qualche parte) ti fa tornare in mente quello che è successo e la ferita si riapre. Per poco, ma si riapre e fa male esattamente quanto ne ha fatto quando è successo. Non importa quanto tempo sia passato. Giorni, mesi, anni. Si annulla tutto in pochi secondi e ti sembra di essere tornata a quel momento e provi quello che hai provato in quei giorni.

Quello che mi fa più arrabbiare è… beh, me. Sono arrabbiata con me stessa, perché continuo a permettere che queste persone mi rovinino la giornata e che non mi facciano dormire, perché continuo a ripensare a tutto quello che è successo, a tutto quello che hanno fatto e a tutto il resto. Non dovrei. Dovrei riuscire a tenere la testa alta, fregarmene e a tenerli completamente lontani dalla mia mente e dalla mia vita. Ma purtroppo non sono così zen. Vorrei esserlo. Oh, quanto lo vorrei.

Quindi, alla fine, ci penso per un po’, almeno finché non mi sembra che la mia testa stia per esplodere, esprimo i miei sentimenti in qualche modo (in questo caso tramite il blog) e poi mi sento più leggera. Di solito immagino di infilare tutte queste emozioni negative in un palloncino (che, per qualche motivo, è sempre rosso) e di lasciarlo andare. Immagino di guardarlo sparire verso l’altro, finché diventa sempre più piccolo e poi sparisce. E con lui (almeno in pura teoria) spariscono anche tutte le cose che penso.

Carta bianca. Pagina nuova. Nuovo capitolo.

 

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