133: Ritorno a Casa

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Quando ci si sveglia alle quattro del mattino succedono cose strane. Per esempio ho rischiato di lasciare la mia giacca a Dublino.

Avete presente la scena di “Mamma Ho Perso l’Aereo”, quando la mamma di Kevin si accorge di aver dimenticato il figlio a casa e urla: “KEVIN?!” Ecco. Io mi sono seduta al mio posto, ho sentito l’aria condizionata e ho pensato di voler indossare la giacca di pelle, perché avevo freddo. Solo che mi sono resa conto di non averla con me.
Dopo una serie di: “Ma dov’è la mia giacca di pelle?”, “Quando l’hai vista l’ultima volta?”, “Al gate. Sono sicura che ce l’avevo al gate!” e “Allora è ancora là. Vai a dirlo alle hostess.” sono riuscita a risolvere.

Fortunatamente sono stata una delle prime a salire sull’aereo e me ne sono accorta subito, così l’ho detto a una delle hostess, che mi ha permesso di tornare al gate a cercare la giacca (che era sulla sedia, dove l’avevo dimenticata). Certo che è stato strano scendere dall’aereo e percorrere il tunnel che lo collegava all’aeroporto al contrario. Decisamente strano.
Mi sono un po’ sentita una stupida, perché come si fa a dimenticare la giacca sulla sedia al gate? Tutto lo staff è stato estremamente gentile, comunque. Non sapevo più come ringraziarli e come chiedere loro scusa per il disturbo, mentre mi davo mentalmente della cretina.
(Il che mi ha anche fatto sorgere una domanda spontanea: io so l’inglese e quindi non ho avuto problemi ad esprimermi e a risolvere il problema… ma come fanno tutte quelle persone che viaggiano e non parlano una parola di inglese? Perché ne vedo tantissimi in giro: gente che non sa nemmeno le cose base e rischia di farsi arrestare al controllo passaporti perché non capisce che non deve passare nella fila dei cittadini inglesi, non capisce quello che gli dicono gli agenti di polizia e non sanno come farsi capire – non è uno scherzo, conosco persone che l’hanno fatto sul serio… eppure vanno in giro e sopravvivono. Mah, mistero.)

E poi ho rischiato di perdere il burrocacao, sempre in aereo. Era rimasto incastrano negli auricolari ed è saltato fuori dalla mia borsa quando li ho recuperati. Convinta di averlo perso (perché pensavo che fosse rotolato fino in fondo all’aereo e quindi non l’avrei mai più rivisto) mi sono messa il cuore in pace. Poi mi sono accorta che si era incastrato tra il mio sedile e quello di mia sorella.

È inutile. Sembro giovane, ma sono vecchia inside e non ho più il fisico per fare queste levatacce.

Comunque sono riuscita a tornare a casa sana e salva (e con tutti i miei averi – anzi, con quattro vestiti, due magliette, due paia di pantaloni, un paio di scarpe e un anello in più) e per il momento sono ancora iperattiva per aver dormito pochissimo. Prevedo di crollare tra tre, due, uno…

No, okay. Sono ancora qui. Ma solo perché ho mille cose da fare e non ho tempo di avere sonno. Al più presto sistemerò tutte le foto di Dublino e posterò le più belle.
Per adesso vi saluto e vi auguro buona settimana!

A domani,

Poppy

p.s. ho quasi finito il mio #100happydays Challenge! Domani sarà l’ultimo giorno e posterò tutte le ultime foto!

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