128: Il Caldo

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C’è gente a cui piace il caldo. Io non me lo spiego.
C’è gente che si lamenta perché nel posto in cui è non fa abbastanza caldo.

Questo è il periodo dell’anno che odio di più, quello in cui sono costretta a vivere a integratori alimentari e ogni volta che mi muovo rischio di svenire perché ho la pressione bassa (e no, non sto esagerando e non sono melodrammatica, è la pura verità. La mia dottoressa, l’anno scorso, mi ha provato la pressione e mi ha chiesto: “ma tu come fai a stare in piedi? Dovresti essere svenuta con questi valori”. Ecco.)

Ci sono persone che non vedono l’ora che arrivi l’estate per andare al mare e/o buttarsi al sole e non fare nulla dalla mattina alla sera. Io non riuscirei mai a fare una cosa del genere. Principalmente perché starei male, sì, ma anche perché non riuscirei mai a passare ore stesa al sole senza fare nulla. E certo, c’è anche il piccolo dettaglio della mia pelle, che è così sensibile da scottarsi anche con la protezione solare (sono stata costretta a comprare quella per i bambini ultimamente).

Giornate come queste, per me, sono il peggio del peggio. Perché fa così caldo e si soffoca così tanto che non riesco nemmeno a pensare. Anche il solo digitare sulla tastiera mi fa sudare.

Ah, non dimentichiamoci che quando fa così caldo la mia allergia peggiora e non riesco a smettere di starnutire. È tutto molto bello, sì. Non vedo l’ora che torni l’autunno per riprendere a respirare. Perché almeno quando fa freddo posso vestirmi e ripararmi, ma quando fa caldo cosa faccio? Mi strappo la pelle?

L’unica cosa che mi consola è che tra due giorni vado a Dublino, dove c’è una massima di diciotto gradi. Certo, ci rimango per poco, ma è pur sempre qualcosa. E poi, ad agosto, vado nella mia amata Londra a vivere l’estate inglese, che per me è assolutamente l’ideale. Loro quando superano i venticinque gradi cominciano a dire che si muore di caldo e i bambini si buttano nelle fontane a giocare. Ecco, li capisco e anche per me è così. I venticinque gradi non andrebbero mai e poi mai superati in nessun caso.

Gli orsi vanno in letargo durante l’inverno. Io vorrei andare in letargo in estate e svegliarmi quando saremo tornati a una temperatura ragionevole.

A domani (se non mi sciolgo prima),

Poppy

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