045: Scrivere

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A volte penso che non sia importante quello che scrivo. L’importante è che io scriva. “Chissenefrega” se il mio articolo parla di musica, di un gruppo che ho ascoltato live, di mille curiosità che ora sicuramente fanno dormire meglio le persone che seguono il mio blog (*ironia*) o di qualsiasi altra cosa. Quello che è importante è che io mi sia svuotata la mente. Perché in fondo a me piace scrivere tutto. Certo, raccontare storie è affascinante ed è una delle cose che amo più al mondo, ma anche liberare la mente da pensieri ingombranti è bello. E il suono della tastiera è rilassante, quindi anche quello è un lato positivo.

Oggi, comunque, voglio parlare di una cosa in particolare che riguarda il mondo della scrittura. La ricerca. Giorni fa ho letto queste domande sulla pagina del concorso di Giunti e ho cominciato a riflettere:

Che materiali usate per scrivere?
Ricerche su internet, libri in prestito alla biblioteca, interviste ad amici e conoscenti, vecchie enciclopedie, sopralluoghi, album fotografici, siti web per immagini?
Lo scenario, i personaggi, i dettagli storici, le ricostruzioni.
Città, nomi, paesaggi, sapori, odori. Che sia una storia italiana o ambientata all’estero, ogni libro ha bisogno di nutrirsi della realtà, anche e soprattutto per discostarsene.
E voi con cosa “innaffiate” la vostra scrittura?

Come scrivevo in qualche altro post, mi piace scrivere di posti in cui sono stata davvero. Luoghi che ho visto, che ho toccato, che ho calpestato e fiutato. Posti che ho vissuto anche se solo in minima parte. Mi è capitato di ambientare storie in città che non ho mai visto dal vivo e non è la stessa cosa. Certo, esiste Google Maps che al giorno d’oggi ti fa vedere ogni cosa, persino dentro certi negozi. Ma non è la stessa cosa. Google Maps non ti permette di respirare l’atmosfera di quel posto, non ti fa sapere che odori ci sono nell’aria, non ti fa sentire i suoni che ci sono nella strada o nel quartiere in cui vuoi che i tuoi personaggi si incontrino. E non sai nemmeno come sono le persone del posto.

Quasi tutte le mie storie sono ambientate non solo in città che ho visitato, ma proprio in strade, posti, negozi e ristoranti in cui sono stata. Ambienti che hanno attirato la mia attenzione per qualche motivo. Luoghi in cui, mentre mi ci trovavo, mi hanno ispirato scene o storie intere. A volte un solo particolare di una sola via o di un locale possono ispirare trame intere. O meglio, una scena in particolare, da cui poi nasce una storia.

Per tutto il resto, poi, Internet è la mia fonte principale di informazioni. Cerco qualunque cosa, dalla storia del posto di cui voglio parlare a come funzionano determinate cose al menu di alcuni ristoranti… insomma, tutto quello che mi può essere utile. Ed è una delle cose che preferisco fare. Mi piace ricercare con attenzione tutto quello di cui voglio scrivere. Adoro immergermi nella lettura di post, pagine di Wikipedia, leggende di antiche tribù e tanto altro. Mi piace essere informata per evitare di scrivere cose che non hanno alcun senso (e sicuramente ce ne sono tante di cose che non hanno senso nelle mie storie, ma tendo sempre a mettere ore e ore di ricerche dietro quello che scrivo).

Per esempio, e adesso faccio un esempio concreto, “Over Again” è nata sul treno dalla città in cui vivo a Milano. E, per essere più precisa, è nata la primissima scena, quella in cui la protagonista appoggia la testa contro il finestrino mentre torna a casa dopo un grande fallimento.

Questo mi porta a un altro punto: da cosa nascono le storie? Dipende.

A volte vedo una scena precisa e cerco di immaginare tutto quello che ci sta intorno. Perché sta succedendo questa cosa? Chi sono i protagonisti? Come sono arrivati qui?
Altre volte immagino un personaggio specifico, partendo dal suo carattere. Perché questa persona è così? Cosa è successo nella sua vita? Cosa succederà andando avanti?
E poi ci sono quelle che nascono da tantissime altre cose: da qualcosa che ho visto per strada, dal comportamento di un estraneo, da una canzone, da un film, da una frase che ho letto o sentito dire. L’ispirazione è ovunque. Bisogna solo guardarsi intorno e ascoltare con la mente aperta. E poi, una volta che è nata la storia, bisogna lasciarla andare. E’ necessario lasciare che prenda la sua strada e che i personaggi facciano quello che devono fare, perché non si può forzare una trama. Non si può mettersi in mente dall’inizio “questo personaggio farà queste cose e la storia finirà così”, perché non succederà mai nulla di tutto quello che ci si è messi in mente. O, almeno, non esattamente come si è pensato in origine.

Quindi giro a voi la domanda: da cosa nascono le vostre storie?

A domani,

Poppy

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2 pensieri su “045: Scrivere

  1. Ciao Poppy,
    ogni tanto passo dal tuo blog e… Innanzitutto vorrei farti gli auguri di compleanno!! Un sacco di persone sono nate il 18 marzo, a cominciare da mia mamma e due prof che ho avuto! 🙂

    Per quanto riguarda questo post, mi ritrovo molto bene in ciò che hai detto: anche per me l’ideazione di storie parte dai medesimi stralci, pensieri, luoghi, domande… 😀
    In certi momenti è come vivere ovattati, con gli auricolari che suonano le tue elucubrazioni e ti isolano dalla gente intorno, che a un tratto domanda: “Ehi? Ti sei incantata per caso?”. XD

    Buon proseguimento!
    Kiki

    • Ciao Kiki!
      Grazie per essere passata e per gli auguri!
      Già, hai proprio ragione! Anche a me capitano questi momenti in cui mi estraneo da tutto e da tutti perché sto pensando all’idea per scrivere qualcosa di nuovo e le persone intorno a me si chiedono se sto bene 😀
      A presto e buona serata! 🙂

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