032: Wanderlust

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wan·der·lust (wŏn′dər-lŭst′) n. A very strong or irresistible impulse to travel.

Fin da bambina ho cominciato a sentire questo strano impulso che mi faceva desiderare di viaggiare, di esplorare, di spostarmi. Non abito proprio a Milano-città (anche se quando mi chiedono dove abito, solitamente rispondo Milano, perché come punto di riferimento è più riconoscibile rispetto all’orribile buco in cui vivo) e da quando i miei genitori mi hanno portato a visitarla da piccola, non ho smesso di volerci tornare. Ricordo pranzi al Burghy (che ora non esiste più), visite alla Coin (che mi sembrava enorme) e al Virgin Megastore (che mi piaceva tanto, ma purtroppo ha chiuso).

Esplorare è sempre stata una parte di me. Anche quando mio nonno veniva a prendermi in motorino e mi portava nei boschi (ah, i bei tempi in cui erano ancora sicuri!) e in tutti i posti dove andava lui da ragazzino mi sentivo viva. Mi sentivo felice quando potevo vedere qualcosa di nuovo.
(In questo momento rimpiango di non aver avuto una bella macchina fotografica quando ero piccola, perché adesso tutti i luoghi in cui andavo da bambina sono stati spazzati via da tangenziali, autostrade o stupidi edifici. E le parti di bosco che sono rimaste “naturali” sono diventate pericolose. Nessuno ci si avventura più, perché la gente viene aggredita.)
Avevo dei posti preferiti in cui andare: mi piacevano una piccola spiaggia in riva al fiume, le cascine degli amici di mio nonno in cui potevo vedere gli animali e una parte di bosco da cui si potevano vedere le piccole cascatine del fiume.

Poi, quando sono diventata un po’ più grande, ho cominciato a fare le gite con la scuola e a capire che oltre alla mia città c’era un mondo intero da esplorare. Quando poi sono riuscita a iniziare davvero a viaggiare è stato come rinascere per me. Vedere città diverse, culture diverse, imparare lingue diverse e conoscere persone nuove è diventato in breve tempo quello che preferisco fare in assoluto. E’ meglio di qualsiasi cosa io abbia mai fatto, perché mi permette di crescere e di imparare sempre di più. Non ho esplorato tutto il mondo. Anzi, in realtà non sono nemmeno così tante le città che ho visitato, ma non importa. Anzi, io sono contenta così, perché ho una lista di posti in cui voglio andare praticamente infinita e mi rende felice sapere di avere tante altre mete da esplorare.

Trovarmi in un posto nuovo, per me, è incredibile. Mi piace, perché mi permette di immagazzinare nel mio cervello migliaia di immagini nuove, particolari interessanti e, soprattutto, ricordi. Una delle ragioni per cui non mi piace fare la turista, ma preferisco definirmi una viaggiatrice, è che sì, le attrazioni fatte apposta per attirare gente sono anche carine da fare se è la prima volta in cui si va in una città, ma quello che mi piace fare davvero è osservare, studiare, annotare ogni piccolo dettaglio e, soprattutto, “inciampare” in cose bellissime quasi per caso.

Non sono una grande fan di mappe e cartine proprio per questo motivo. E’ ovvio che in una città completamente nuova sono obbligata a studiare la strada se non voglio perdermi e finire in qualche quartiere pericoloso, ma fingiamo per un secondo di vivere in un mondo dove non ci sono pericoli: per me il modo migliore per esplorare un posto nuovo sarebbe cominciare a camminare e decidere completamente a caso da che parte girare quando mi trovo a un incrocio.

E una volta l’ho fatto. Sono stata a Berlino e ho avuto la fortuna di vederla insieme a una persona che la conosce bene e abbiamo fatto esattamente così: siamo partite dal mio hotel a piedi e abbiamo camminato e camminato e ho visto cose incredibili e bellissime praticamente per caso. E poi, quando siamo finite in un posto dove non c’era praticamente più nulla, abbiamo trovato una fermata della metro e siamo tornate in centro.

Oggi il mio impulso di viaggiare è ancora più forte del solito, forse perché non vado da nessuna parte da dicembre, cioè l’ultima volta in cui sono stata a Londra, o forse perché è da un po’ che sono bloccata nella solita routine. L’ho notato quando sono uscita prima per andare in serra e, una volta finito di comprare quello che dovevo, ho cominciato a fare progetti per andare da qualche altra parte. Qualsiasi altra parte. E poi, una volta tornata a casa, ho aperto il calendario del mio computer e ho iniziato a contare quanto tempo manca prima delle prossime ferie per organizzare qualcosa.

Ho un bisogno incredibile di vedere qualcosa di nuovo.

E voi “soffrite” di wanderlust?

A domani,

Poppy

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