009: Html e biciclette

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Prima di ieri, il mio ultimo incontro serio con un codice html risaliva a parecchio tempo fa. Probabilmente un anno e mezzo, giorno più o giorno meno. Certo, nel frattempo ho fatto cose “semplici” tipo centrare un testo, mettere un grassetto, inserire un’immagine. Cose facili, insomma. Però era da molto che non facevo qualcosa di grande e non creavo qualcosa dal nulla. Così, quando ieri mi è stato chiesto: “Tu te la cavi con l’html, vero?” io mi sono sentita in dovere di rispondere onestamente: “Sono un po’ arrugginita, ma se c’è qualcosa da fare posso provare a dare un’occhiata.”
Era da così tanto tempo che non mi trovavo faccia a faccia con una schermata di solo codice che avevo paura di non ricordarmi nulla. Non avevo più nemmeno il programma adatto sul computer, perché nel frattempo l’ho cambiato e non ho voluto installare cose che non mi sarebbero servite. Cose che avrebbero occupato spazio inutilmente.
Poi, però, ho osservato il codice ed è stato semplice. E’ stato come leggere un libro scritto in italiano (o in inglese, è uguale) e ho capito subito il problema. L’ho risolto in meno di dieci minuti e sono riuscita ad aiutare una persona che non riusciva a sistemare una cosa. E ho capito la sua frustrazione, perché i <div> sono brutte bestie e parecchi mesi fa mi hanno fatto passare un pomeriggio infernale e mi hanno resa così nervosa da farmi venire da piangere (ma ho resistito, nel caso in cui ve lo steste chiedendo. E poi ho vinto sul codice). Ma bisogna sapere come prenderli, questi <div>. Quando si impara a conoscerli non sono così male.

Internet e i siti web mi hanno sempre affascinata. Quando non sapevo ancora nulla di html mi chiedevo spesso come funzionassero i siti, come si facesse ad aggiornarli e cose del genere. Così, un giorno, ho deciso di documentarmi e di imparare, perché volevo creare un sito tutto mio dove esporre le mie “opere” di grafica. Mia sorella ha comprato due libri, uno sul codice html e uno sul CSS e l’abbiamo studiato da cima a fondo, aiutandoci anche con materiale trovato online (tutorial, siti dedicati a quello). Poco tempo dopo ho costruito il mio primo sito. Era nero e fucsia, composto da tabelle e poca grafica, ma era funzionale (a parte il background nero – ripensandoci adesso mi vengono i brividi).

Non ho mai studiato nulla del genere a scuola (anche perché quando sono arrivata all’anno della scelta al liceo artistico mi hanno detto che eravamo troppo in pochi ad essere interessati all’indirizzo grafica e computer design e quindi non l’avrebbero aperto solo per tre persone), ho imparato tutto da sola e non c’è un giorno in cui io mi penta di quella scelta. Anche perché quello che so mi è stato utile in più di un’occasione, sia per lavori passati che per quello che sto facendo adesso. E poi c’è l’occasionale conoscente che ha bisogno di aiuto e che sono sempre felice di salvare da <div>, <iframe> e cose varie. Una schermata di codice può essere una giungla, se non si sa quello che si sta facendo.

L’episodio di ieri mi ha fatto venire in mente una frase che i miei nonni mi dicevano da bambina: “è come andare in bicicletta, quando hai imparato non ti dimentichi più.”

E non ho mai sentito nulla di più vero. Ci sono cose che impari e che restano sempre con te, anche se non le ripassi o non le usi per qualche tempo. Disegnare è una di quelle. Quando hai imparato a farlo ti viene naturale e anche se non dipingi/disegni per mesi sarai sempre in grado. E trovo che questo concetto si applichi anche alla scrittura. Certo, puoi dimenticare qualche regola della grammatica, puoi avere un blocco e puoi non essere sicuro di te stesso o di quello che scrivi, ma è una cosa che è dentro di te e non la dimenticherai mai.

E l’html, nel bene e nel male, è una di quelle cose che rimarranno per sempre nel mio cervello. Così come sono sicura che non riuscirò mai a padroneggiare del tutto l’arte di Flash. Non perché io creda di non potercela fare. Sono una di quelle persone convinte che se ci si mette in mente di fare/imparare qualcosa lo si può fare. La mia, fondamentalmente, è pigrizia. Perché Flash sembra troppo complicato da imparare. Ma un giorno o l’altro conquisterò anche quel programma. Devo solo trovare la voglia.

Voi avete mai imparato qualcosa da soli?

A domani,
Poppy

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