Wreck This Journal #3

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Ed ecco il terzo post sul mio Wreck This Journal! Anche oggi ho tre pagine da mostrarvi, quindi comincio subito!

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Pagina dedicata al caffè! Ed io l’ho eliminato dalla mia vita (a parte l’occasionale decaffeinato – ma bevo cappuccino stile americano, quindi è sostanzialmente acqua un po’ sporca di caffè) da qualche anno ormai, quindi mi sono fatta prestare il filtro dell’espresso di mia madre. Nella pagina a sinistra ho deciso di disegnare un bicchiere di Starbucks, da cui si rovescia del caffè e va a formare il gufo sull’albero a destra. Poi ho colorato le istruzioni e ho creato uno sfondo a sinistra (sono tutti semicerchi e li ho disegnati con un pennarello a punta finissima).

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Le istruzioni dicevano di fare dei buchi nella pagina usando una matita. Io li ho fatti, ma volevo anche disegnare qualcosa. Ho pensato a varie cose per decorare la pagina: ciambelle, palloncini scoppiati, buchi di proiettili… Poi ho ascoltato una canzone che si chiama “Down The Rabbit Hole” di Adam Lambert e mi è venuto in mente questo design. Mi piace l’idea del Bianconiglio confuso perché non sa quale sia la sua tana tra le tante. L’unica cosa che non mi piace molto del mio disegno è l’orologio, che è un po’ sproporzionato e storto, ma per il resto sono abbastanza soddisfatta.

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In questa pagina dovevo disegnare linee sottili e spesse (le istruzioni dicevano anche di usare una matita e premere forte sulla pagina, ma io ho preferito l’effetto dei pennarelli a punta fine). La pagina a destra mi ha tenuta occupata per un bel po’ di tempo (credo un paio d’ore) ed è una delle mie preferite per ora, mentre quella a sinistra al massimo quindici minuti. Mi piaceva l’idea di avere il contrasto tra tantissimi colori e il bianco e nero dall’altra parte.

Prossimamente comincerò a usare le tempere per alcune pagine (e non le uso da anni) e non vedo l’ora! Questo libro sta risvegliando la mia creatività e ne sono davvero felice!

Alla prossima,

Poppy

Q&A, anticipazioni, titolo e copertina sequel di Teenage Kicks

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Il 21 giugno 2013 ho iniziato a postare su EFP una nuova storia, qualcosa di diverso da tutto quello che avevo fatto fino a quel momento. Volevo colmare il vuoto lasciato dalle mie serie televisive preferite e volevo cominciare qualcosa che raccontasse la storia di più personaggi, partendo dal penultimo anno di scuola superiore. Non sapevo cosa aspettarmi, e in realtà non mi aspettavo nulla. Avevo scritto qualche capitolo e sapevo che si trattava di un progetto ambizioso, di qualcosa di difficile. Insomma, una storia che avrebbe occupato molto tempo. Non mi importava, però, perché mi ero già innamorata dei personaggi. Volevo loro bene e volevo continuare a scrivere le loro avventure, crescere con loro (shhh! Tu, in ultima fila, non borbottare che sono già adulta!).

Oggi, dopo otto mesi, ho pubblicato l’epilogo di “Teenage Kicks”. Ho già intenzione di scrivere il sequel (e se avete letto i miei post precedenti sapete che ho già iniziato, anche se poi ho smesso), ma ho bisogno di un attimo di pausa da Holly & Co. Devo studiare bene il prossimo passo, capire come scrivere quella storia per dare più spazio anche alle altre protagoniste (chi si immaginava che Sky sarebbe diventata una fan favorite? E sì, lo ammetto, è anche il mio personaggio preferito) e studiare bene gli eventi per non far succedere tutto troppo in fretta, per non bruciare la trama. Le basi, comunque, le ho già. So già chi saranno i nuovi personaggi e so cosa succederà in gran parte del racconto.

Adesso, però, sto pubblicando e scrivendo una fan fiction nuova.

*momento pubblicità*

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Kimberly Fletcher ha vent’anni, viene da Londra ed è una ragazza cinica. Non crede nell’amore e odia le manifestazioni d’affetto pubbliche. Ha una sorella gemella, Cassie, che è il suo totale opposto. Insieme stanno per intraprendere una nuova avventura: trasferirsi a New York City per un anno. Cassie frequenterà un corso per diventare Wedding and Event Planner, mentre Kim farà uno stage con la sua fotografa preferita, la famosa Sophia Warden. E la donna avrà solo due regole per quel lavoro: “segui le mie istruzioni e non uscire mai con uno dei miei clienti”.
Cosa succederà quando Kim incontrerà Harry, affascinante membro di una boy band famosa, nonché cliente di Sophia?

The Butterfly Effect – ogni venerdì solo su EFP

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Torniamo al motivo di questo post, cioè il seguito di “Teenage Kicks”. Ho pensato tanto a come rivelare il titolo del seguito e la nuova immagine copertina. Ho pensato di farlo su Facebook e su Twitter, ma poi ho pensato: “Ehi, se qualcuno non ha ancora letto la fine rischio di rovinare tutto”. Così eccoci qui. Se volete vedere le nuove immagini di “Teenage Kicks” e leggere qualche anticipazione sul sequel, cliccate su “Continua a leggere” qui in basso.

Continua a leggere

Wreck This Journal #2

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Negli ultimi giorni mi sono presa l’influenza e ho dovuto smettere di prendere gli antistaminici perché sabato ho appuntamento dal dottore per fare le nuove prove dell’allergia, quindi posso tranquillamente dire che sto piuttosto male. Mi distraggo sfogando la mia creatività sul mio Wreck This Journal. Ho completato alcune pagine, quindi ho pensato di fare un post per farvele vedere:

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A sinistra troviamo la pagina dei materiali che si possono usare per distruggere il libro. Io ho disegnato di fianco a ogni parola e ho semplicemente colorato “materials”. A destra, invece, vediamo la pagina dei numeri. Le istruzioni dicono di numerare ogni pagina (e l’ho fatto) e poi ho pensato di decorare il tutto. All’inizio avevo solo messo i numeri in basso e colorato l’interno delle lettere. Poi ho colorato con i pennarelli la pagina dietro, l’inchiostro è passato dall’altra parte della pagina e non mi piaceva lasciare le macchie in vista, così ho pensato di colorare tutto lo sfondo.

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A sinistra le istruzioni dicono di rompere il dorso del libro. L’ho fatto e poi ho deciso di decorare tutta la pagina. Ho cercato di usare uno stile che ricorda i fumetti. Le istruzioni a destra dicono di lasciare la pagina libera e le ho seguite, quindi non ho disegnato nulla.

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Queste sono le ultime due pagine che ho fatto e le ho finite ieri sera. Le istruzioni dicevano di stare in piedi sul libro, saltare e strofinare i piedi sulle pagine. Visto che a me non piaceva l’idea di trasportare quello che c’è sotto le mie scarpe su un libro che porto sempre con me, ho deciso di interpretare le istruzioni (anche perché una delle regole è proprio che le istruzioni sono interpretabili) e ho tracciato il contorno dei miei piedi. Poi ho ricreato i calzini che stavo indossando, ho disegnato/scritto una citazione di Abraham Lincoln e ho messo un paio di impronte sulla pagina a destra.

Prossimamente dovrò utilizzare il caffè su due pagine e ho già un’idea per fare qualcosa di particolare. Come avrete capito, sto amando particolarmente questo libro e sono felicissima di averlo finalmente comprato!

In altre news, ho quasi finito di postare su EFP “Teenage Kicks” e sono contenta di come sta andando. Devo sempre scrivere il seguito, ma ultimamente ho cominciato una storia nuova che non vedo l’ora di finire e poi devo riflettere bene su come far procedere Teenage Kicks II (il titolo cambierà), perché essendo un progetto lungo, complicato e pieno di personaggi devo pensarci mooooolto bene per evitare di fare cose troppo stupide o banali.

Ho anche scritto un capitolo per un nuovo concorso di Giunti (quello per creare un romanzo collettivo). Sono quindici pagine e la scadenza per inviarlo è il 29 gennaio, ma io, per qualche motivo, sono bloccata e non ho il coraggio di mandarlo.
Questa era la traccia: “Alex e Joyce si conoscono fin da bambini, abitano nella stessa piccola città di provincia. Pur essendo molto amici, hanno deciso di intraprendere due percorsi diversi dopo la maturità, hanno due famiglie con modi di vivere agli antipodi, frequentano persone differenti, spesso le opinioni li hanno divisi, ma una cosa li ha da sempre accomunati: la passione per la musica…”
Non so, la storia che ho scritto io è strana ed è stata ispirata da un sogno che ho fatto non molto tempo fa. A volte credo che mi piaccia davvero, altre volte non sono sicura che rientri nel tema. La musica c’è ed è una parte importante del capitolo, i protagonisti sono loro…ma non lo so. Però probabilmente lo manderò lo stesso, perché se non lo invio non scoprirò mai se ho scritto qualcosa di decente o no, giusto?
E’ strano come il tema di questo concorso sia la musica, cioè qualcosa che dovrebbe essere facile per me, perché anche l’altra volta ho inviato una storia sullo stesso tema e tutti i miei racconti hanno sempre l’elemento musicale, e invece mi ha bloccata completamente. Ah, i casi della vita!

Parlando dell’altra storia del concorso, “(Un)broken”, la sto sempre postando su EFP, ma ultimamente la odio con tutta me stessa, quindi sto cercando di sistemarla e cambiarla, ma non sono più convinta di nulla. Ogni volta che la leggo mi sembra di aver trattato la trama con superficialità e non mi piace più. Che dramma essere un’aspirante scrittrice, vero?

Ugh, a volte mi viene voglia di mollare tutto e aprire una pasticceria.

Spero che a voi stia andando un po’ meglio e, soprattutto, spero che non siate malati!

Alla prossima,
Poppy

Story of My Life in Music #2

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Story of My Life in Music #1

Il mese scorso ho deciso di cominciare una nuova serie di post in cui avrei condiviso le canzoni più importanti in ordine cronologico. Nel primo post ho parlato delle Spice Girls e a Natale mia sorella mi ha regalato la discografia intera e il film per ricordare i vecchi tempi! Immaginatevi la mia faccia quando ho tolto la carta e ho trovato i CD e il DVD! Perché sì, nonostante siano state il primo gruppo che io abbia mai ascoltato non avevo i loro CD. Avevo le musicassette, ma non so nemmeno dove sono finite.

Comunque, torniamo al post di oggi. Siamo nel 1997 e io avevo otto anni. A ottobre di quell’anno è uscito “Nimrod”, il quinto album dei Green Day, e all’epoca mia sorella ne andava pazza (sono ancora oggi il suo – e il mio – gruppo preferito). Ricordo ancora il giorno in cui mia madre ed io le abbiamo fatto una sorpresa. O meglio, mia madre le ha comprato la musicassetta (adesso mi sento vecchia sul serio), e quando mia sorella è tornata a casa da scuola ha trovato la musica dei Green Day che la aspettava in sottofondo.

Ricordo ancora che la mia canzone preferita dell’album era “Hitchin’ A Ride” e quando guardavo la TV speravo sempre che facessero vedere il video perché volevo registrarlo su una videocassetta per mia sorella.

La seconda canzone di cui voglio parlare oggi è “All The Time” (che non è mai stato un singolo). La ricordo con particolare affetto perché è stata la primissima canzone di cui ho imparato a memoria tutte le parole e che mi ha fatto amare l’inglese. Andavo in giro cantando la prima strofa, felice come non mai perché sapevo anche cosa volessero dire quelle frasi in una lingua sconosciuta.

E l’ultima canzone che voglio citare oggi è “(Good Riddance) Time of Your Life”

Questa canzone è stato un singolo e ha avuto anche parecchio successo. Vedevo sempre il video su MTV ed ero anche riuscita a registrarlo. All’epoca avevo una videocassetta tutta mia su cui registravo tutti i miei video preferiti e avevo messo questo almeno tre volte. Ah, che ricordi.

Insomma, la mia passione per i Green Day è nata tanti e tanti anni fa (in realtà ancora anni prima, quando chiedevo a mia sorella di farmi ascoltare la canzone di “quello verde” e mi riferivo a “Dominated Love Slave“, cantata da Tré Cool) e uno dei tanti motivi per cui mi piacciono è che, anche loro come le Spice Girls, mi hanno permesso di avvicinarmi a mia sorella.

Alla prossima, con il terzo “episodio” di questa serie di post!

Poppy

Wreck This Journal #1

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Sono anni (da quando ho cominciato a viaggiare) che vedo “Wreck This Journal” di Keri Smith nelle librerie di tutto il mondo. L’ho sempre sfogliato, ma non l’ho mai comprato (e sono stata vicinissima a farlo l’ultima volta che sono stata in libreria a Londra lo scorso dicembre). Poi ho visto un video su YouTube di una ragazza che ha iniziato questa avventura e mi è venuta voglia di provarci. L’ho ordinato su Amazon e mi è arrivato ieri.

Per chi di voi non ha mai sentito nominare “Wreck This Journal”, ecco una veloce spiegazione: si tratta di un libro/diario che contiene pagine e pagine di istruzioni che incitano la persona ad essere creativa e a distruggerlo. E sì, all’inizio mi sembrava un’idea stupida. Perché comprare un libro il cui unico scopo è quello di essere distrutto? Poi mi sono fermata a leggere l’introduzione e le regole. “Wreck This Journal” non è affatto un libro dedicato solo alla distruzione. No, è qualcosa che serve a stimolare la creatività. Basta fare una veloce ricerca su Google o su DeviantArt o Instagram o YouTube per vedere come diventano belli i libri/diari una volta finiti. Aiutano le persone a pensare fuori dagli schemi, ad essere spontanei, imprevedibili e creativi. 

Ecco una foto del mio “Wreck This Journal” nuovo. Vedremo come diventerà una volta finito:

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Ho pensato di condividere con voi questo viaggio, dalla prima all’ultima pagina. Per ora ho finito solo la parte dedicata al nome, ma non vedo l’ora di continuare.

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A destra ho scritto il mio nome in tutti i modi richiesti: in bianco, illeggibile (anche se si legge un po’ troppo per i miei gusti), al contrario, in modo leggero e a caratteri enormi. Le cose che ho censurato sono il mio indirizzo e il mio numero di telefono (non mi sembrava il caso di pubblicarli). Poi ho decorato tutto con pastelli colorati e infine mi sono spostata sulla pagina a sinistra, che in origine era completamente bianca. Ho creato uno sfondo (tutto composto da linee orizzontali e verticali) in matita e poi ho scritto una delle mie citazioni preferite di Walt Disney. “Le idee nascono dalla curiosità”. Poi ho aggiunto “dare to dream”, cioè “osa sognare”, perché mi è sembrato molto appropriato per questo progetto.

Se siete interessati ad acquistare un “Wreck This Journal” potete trovarlo su Amazon (su quello italiano costa circa 10 euro, ma è quello vecchio con meno paginie e su quello inglese più o meno 7 sterline ed è la versione nuova con più di 200 pagine). Non ho idea se si riesca a trovare anche nelle librerie italiane. Io non l’ho mai visto, ma magari è perché non l’ho mai nemmeno cercato. Se ne comprate uno fatemelo sapere in un commento e mostratemi le foto delle vostre pagine!

Alla prossima,

Poppy

Nuova scrivania e fitness

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A sedici anni ho avuto la possibilità di cambiare i mobili della mia camera. Ho dipinto le pareti (beh, non io) di verde e i miei genitori mi hanno regalato alcuni mobili nuovi. Le uniche cose che non ho cambiato sono state le librerie costruite da mio nonno (e quelle non le cambierò mai).

Il mio obiettivo era quello di fare spazio per una scrivania enorme. Perché è sempre stata l’unica cosa che mi interessa davvero. Posso avere anche un letto da una piazza, ma la scrivania non si tocca.

Quando è stato il momento di comprarla, ormai parecchi anni fa, sono stata in crisi. Nessun negozio di mobili vendeva scrivanie grandi abbastanza. Erano tutte piccole. L’unica che ho trovato è stata all’IKEA. 140×75 cm di scrivania con una cassettiera con le rotelle. L’ho presa (ricordo un viaggio molto scomodo in auto per portarla a casa) e l’ho assemblata (ho una vera passione per questo. Se tutto mi va male nella vita posso andare all’IKEA a montare i mobili per le esposizioni) e l’ho amata.

Però si sa, tutti gli amori finiscono. Venerdì scorso il mio sguardo si è puntato (quasi casualmente, a dire la verità) sulla foto di una scrivania nel catalogo di JYSK, un negozio di mobili che è stato aperto da poco nella mia zona. E’ stato amore a prima vista. Colpo di fulmine. BOOM. E sapete perché? Perché quel mobile, delle dimensioni esatte per la mia stanza, aveva due cassetti sotto il piano di lavoro, cosa che mi è sempre mancata nell’altra. Sono andata a vederla in esposizione e me ne sono innamorata ancora di più.

La mia, quella dell’IKEA, era ancora bella (tranne dove qualcuno – non io – ha rovesciato accidentalmente un intero bicchiere d’acqua e sono spuntate delle bolle), quindi l’ho regalata a un vicino di casa, che l’ha portata nella sua casa in campagna. Al suo posto adesso c’è la “Royal Oak”, la mia nuova scrivania con due cassetti. La vecchia cassettiera con le ruote l’ho tenuta, invece, perché è ancora bella e perché… cassetti.

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Ditemi, non è un amore? C’era anche la cassettiera abbinata, ma come ho scritto sopra, ho tenuto la mia dell’IKEA, anche perché io non la tengo sotto la scrivania, ma di fianco, e quella di JYSK non aveva le dimensioni giuste.

Ma ora passiamo all’argomento di cui volevo parlare in origine (ma mi sono innamorata così tanto di quella scrivania che non riesco a pensare ad altro): il fitness.

Restare in forma è uno dei miei buoni propositi per il 2014, ma il mio problema principale è che odio le palestre. Non so se è così anche dove abitate voi, ma nella mia zona andare in palestra significa farsi vedere. C’è la gara a chi ha i vestiti da ginnastica più belli, a chi ha il corpo più bello e, ovviamente, la gara a chi conquista l’uomo più muscoloso dell’edificio (e viceversa). Ed è una cosa che io odio, perché se io vado in palestra lo faccio per allenarmi, per sudare e per sentirmi bene con me stessa, non per trovare qualcuno con cui passare la notte.

Quest’anno, per Natale, mia madre ed io abbiamo regalato la Wii Mini con Wii Fit Plus a mia sorella e, sorprendentemente, me ne sono innamorata. Ho cominciato a fare esercizi quasi tutti i giorni e mi piace tantissimo. Ho iniziato con mezz’ora al giorno, ma ogni tanto arrivo anche a un’ora intera. E c’è tutto, perché si possono fare esercizi aerobici, di equilibrio, yoga, esercizi muscolari e giochi. I miei preferiti sono:

  • Boxe a ritmo (ho sbloccato il livello superavanzato, quindi posso fare 10 minuti consecutivi). Ottima per sfogare un po’ di frustrazione anche se in realtà non si colpisce nulla.
  • Step (adoro sia step normale che step dance – principalmente perché amo tutto ciò che va fatto a ritmo – e il plus, che permette di fare step per 10, 20 o 30 minuti consecutivi anche mentre si guarda la TV)

Certo, non sostituisce la palestra, ma a me piace perché mi permette di fare esercizi a casa – e se ho un’emergenza di lavoro mentre sto facendo step o qualsiasi altra cosa posso sempre smettere e sono a due passi dal computer. Letteralmente. Ho provato quasi tutto e un’altra cosa che mi piace è fare jogging (si corre sul posto). Per il momento percorro ancora la distanza breve (credo che siano tre o quattro minuti) e poi sono quasi morta, ma voglio migliorare. E poi chi lo sa, magari un giorno, quando mi trasferirò a Londra, la mia resistenza sarà abbastanza per permettermi di andare a fare jogging al parco come ho sempre sognato.

Altri due giochi che mi piacciono tantissimo (e che mi permettono di muovermi) sono Just Dance 2014 e Zumba 2. Mi è sempre piaciuto ballare, forse anche più di quanto io voglia ammettere, quindi questi due giochi sono stupendi.

Per il momento la Wii mi sta permettendo di mantenere uno dei miei buoni propositi per questo 2014, di fare esercizio divertendomi e di evitare le palestre (che odio tanto), quindi diciamo che è una cosa buona.

Voi cosa fate per mantenervi in forma? E, domanda più importante di tutte, siete anche voi convinti che i cassetti siano una cosa fondamentale nella vita?

Alla prossima!
Poppy

Nuovo anno, nuova vita

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Ecco un cliché che sentiamo forse troppo spesso all’inizio di un nuovo anno. “Nuovo anno, nuova vita”. In effetti, se ci pensiamo, non ha troppo senso. Cosa cambia tra il 31 dicembre e il 1° gennaio? In realtà non molto, ma con l’inizio di un nuovo anno le persone si sentono forse più ottimiste. Insomma c’è la sensazione di avere la possibilità di ricominciare da capo.
E di solito sono una di quelle persone che pensa che tra il 31 dicembre e il 1° gennaio non cambi assolutamente nulla, ma quest’anno è diverso. Questa volta so di dover fare dei cambiamenti e non so se sono pronta ad affrontarli, ma so che ci proverò.

Innanzitutto riconosco di aver fallito miseramente la mia sfida con me stessa, quella di scrivere 365 post consecutivi, quella di “bloggare” per un anno intero. Avevo intenzione finirla, ma quando sono cominciate le vacanze di Natale ho cominciato a sentire il bisogno di allontanarmi da Internet. E’ stato il mio lavoro per un anno intero (oltre ad essere ovviamente anche un divertimento, uno svago) e improvvisamente ho voluto staccare la spina. Ho passato delle giornate meravigliose con la mia famiglia e mi sono rilassata. Beh, non del tutto, perché c’era sempre un pensiero nel retro della mia mente, ma torneremo su questo discorso più tardi.

Durante gli ultimi giorni di dicembre ho provato a fare una lista di quello che vorrei fare quest’anno, i miei buoni propositi, insomma. Voglio condividerli con voi:

  • FITNESS: ho una vita abbastanza sedentaria, perché lavoro con il computer e spesso passo il mio tempo libero al computer, perché come sapete la mia passione è scrivere. E non posso farlo mentre corro, quindi sto seduta per gran parte della giornata. Quest’anno voglio cambiare le cose e cominciare a muovermi e a fare esercizi. Il mio obiettivo è quello di allenarmi almeno trenta minuti ogni giorno (almeno cinque giorni su sette). E per il momento ci sto riuscendo e ho cominciato persino a fare jogging.
  • LAVORO: e qui arriviamo al motivo della mia ansia. Quando ho accettato il mio lavoro, all’inizio dell’anno scorso, sapevo che sarebbe stato a tempo determinato. Lo sapevo, ma l’ho accettato lo stesso perché credevo nel progetto e infatti mi è piaciuto tantissimo lavorarci. Quindi adesso so che è solo una questione di tempo e dovrò trovare qualcosa di nuovo e questo mi spaventa tantissimo. Perché credetemi, non ho la minima idea di quello che voglio fare e mi piacerebbe riuscire a trovare qualcosa che mi lasci un po’ di tempo per scrivere. Ho troppe pretese, vero?
  • LEGGERE: l’anno scorso non ho letto tanto come avrei voluto. Vi basti solo sapere che “Trama di Sangue”, quel libro di cui vi ho parlato mesi fa, è rimasto sul mio comodino fino a pochi giorni prima della fine del 2013. Non perché fosse un brutto libro. Anzi, mi è piaciuto tantissimo. Ma non riesco mai a ritagliare abbastanza tempo per la lettura. Quindi quest’anno il mio obiettivo è leggere almeno un libro al mese e finire tutti quelli che ho in casa prima di comprarne altri.
    Per il momento ho raggiunto l’obiettivo per questo mese, perché ho letto “Gone Girl” di Gillian Flynn (in italiano “L’Amore Bugiardo”, credo). Ho amato quel libro e l’ho divorato in tre o quattro giorni. Non riuscivo davvero a smettere di leggere! Adesso ho cominciato “Secret Diary of a Call Girl” di Belle De Jour. Ho visto la serie televisiva qualche anno fa e sono sempre stata incuriosita dal libro da cui è stata tratta. E poi, dopo “Gone Girl”, avevo bisogno di una lettura molto leggera.
  • ESSERE PIÙ FELICE: più che altro essere più tranquilla. Voglio cercare di preoccuparmi meno di tutto, di arrabbiarmi di meno per le cose stupide e cose del genere. Voglio provarci, almeno.

L’ultimo buon proposito è quello di fare un tatuaggio. So che non è propriamente un buon proposito, ma l’ho inserito comunque nella lista. Sono anni che ho in mente cosa voglio e dove e ne parlo sempre, ma non faccio mai nulla. Quest’anno voglio che sia quello giusto. Devo solo trovare un tatuatore.

Non nascondo di aver passato un periodo un po’ brutto ultimamente, perché non riesco a smettere di pensare che quest’anno avrò venticinque anni e mi sembra di non aver ancora capito cosa voglio fare, in che direzione portare la mia vita. Forse è perché non so cosa esattamente cosa voglio, quali sono i miei obiettivi. Ma ho deciso che quest’anno lo scoprirò.
Venticinque anni mi sembrano un’età ragionevole per scoprire cosa voglio fare “da grande”.
Venticinque anni mi sembrano un’età ragionevole per smettere di avere paura e cominciare a seguire davvero i miei sogni.

Una cosa, però, è certa. Amo scrivere e anche se ultimamente ho avuto un enorme blocco dello scrittore continuerò a farlo. Ricomincerò anche a postare le mie storie su EFP (almeno quelle che ho finito) e cercherò di continuare quelle che ho iniziato a scrivere (anche solo nella mia mente). Sì, questo è l’anno giusto per mantenere i miei buoni propositi e capire davvero quello che voglio fare nella vita.

Vi ringrazio in anticipo se avrete voglia di seguire questo mio nuovo “viaggio” e anzi, mi scuso per essere sparita. Non posterò più tutti i giorni come prima, ma cercherò di aggiornare spesso, quando avrò davvero qualcosa da dire. Vi auguro un Buon 2014 (anche se un po’ in ritardo) e vi lascio con una domanda:

Quali sono i vostri buoni propositi per quest’anno nuovo?

Poppy