Giorno 162: Il limite della sopportazione

Standard

In questo periodo credo che il mio livello di sopportazione verso il resto del genere umano sia arrivato quasi al limite. No, non sto scherzando, sono davvero stanca della maleducazione delle persone.

Sabato mattina dovevo prendere il treno per andare a pranzo con le mie amiche a Milano. Vado in edicola per prendere i biglietti della metro (contate che tutti i treni erano in ritardo dai cinque ai dieci minuti) e una signora di mezza età si infila tra me e quella davanti come se niente fosse e compra quello che deve comprare (il giornale, tra l’altro. Una cosa di importanza vitale prima di una corsa da quattordici minuti). La guardo e le dico: “Scusi, ma ero in fila!”
E sapete cosa mi risponde?
“E quindi? Io ho il treno.”
Perché io no, vero? Io sono all’edicola in stazione il sabato mattina perché mi diverto a far perdere tempo alle persone che devono prendere il treno. Non l’ho insultata come avrei voluto, perché alla fine sono una persona educata e non voglio abbassarmi a certi livelli, ma quando sono arrivata al binario giusto e il suo treno non era ancora arrivato avrei voluto dirle: “Ha visto quanti treni ha perso mentre io compravo un biglietto?” Ma ho evitato.

Giovedì sera stavo assistendo a un evento di lavoro ed ero di fianco a un palco. Prima una ragazza mi tira una gomitata e mi si mette davanti. Poi ha anche il coraggio di chiedermi scusa.
E non ha avuto nemmeno niente da dirmi quando le ho detto: “Sì, scusa, d’accordo, ma intanto sei passata davanti lo stesso.”
Un’altra tizia mi si è messa dietro, praticamente appoggiata a me e ha cominciato a riprendere con il telefonino, picchiandomelo in testa per ben tre volte.

Oggi ero in un negozio e stavo pagando dei regali di Natale. La commessa mi ha dato una borsa pesante e piena di cose e mi sono girata per darla a mia madre, così l’avrebbe messa nel carrello. Dovevo ancora pagare e la tizia dietro di me mi ha dato un calcio alla caviglia e mi si è piazzata davanti perché doveva chiedere una cosa alla commessa. Una cosa importantissima che non poteva aspettare. “Ma quanto costa questo?”
Quando sia io che la commessa abbiamo fatto notare a questa tizia che dovevo ancora pagare non mi ha nemmeno chiesto scusa. Non per il calcio e non per essermi passata davanti.

Io sono sempre più senza parole davanti alla maleducazione delle persone. E vi ho raccontato solo tre degli episodi che mi sono accaduti negli ultimi giorni, ma potrei andare avanti per ore. Come quella volta in Stazione Centrale a Milano. Stavo per obliterare il biglietto quando una tizia con trolley al seguito mi taglia la strada e oblitera prima di me. Avendomi messo la valigia esattamente tra i piedi sono inciampata e sono quasi caduta (sono rimasta in piedi solo perché mi sono appoggiata al suo stupido trolley) e sapete cosa mi ha detto? Mi ha insultata e mi ha detto “Guarda dove vai!”
Non so come ho fatto a rimanere calma quel giorno. Mi ha tagliato la strada, mi ha quasi fatta cadere (facendomi male, tra l’altro) e ha anche avuto il coraggio di insultarmi?

Cerco sempre di essere educata con tutti, chiedendo “permesso” e “scusi” anche solo se devo per forza passare davanti a qualcuno che sta guardando qualcosa. Giuro che non capisco assolutamente come si possa essere così maleducati. Perché la gente non sa rispettare le file? Perché sentono il bisogno di invadere lo spazio vitale delle altre persone, mettendosi davanti o dietro di loro e prendendole a gomitate o a calci?

Io credo proprio di essere arrivata al limite della sopportazione. E nonostante tutto continuo ad essere educata con tutti, perché mi rifiuto di abbassarmi al livello di certi incivili. Ma tanto è tutto karma, amici miei. Karma negativo che vi tornerà indietro e vi renderà la vita un inferno. E allora arriverà il momento in cui riderò di gusto.

Scappo a preparare per la cena di stasera e vi prometto che appena ho un attimo per respirare rispondo ai vostri commenti di questi giorni!

A domani,
Poppy

Annunci