Giorno 155: London Day 2 & 3

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Lasciare Londra diventa ogni volta sempre più difficile. Per me tornarci ormai è come tornare a casa. E’ come se nella mia vera casa, quella in Italia, mi sentissi sospesa, costantemente in attesa del momento in cui posso tornare nella città in cui so che devo stare. Ma purtroppo i cambiamenti non sono facili, soprattutto uno grande come trasferirsi in un altro paese. Ma un giorno lo farò, ne sono sicura.

Come avrete notato in questi giorni non ho aggiornato costantemente il blog perché non ho portato con me il computer (e l’app di WordPress per iPhone non mi sta molto simpatica) e perché ho fatto tantissime cose e non ho avuto molto tempo libero. Vi ho già raccontato tutto del mio primo giorno (a parte che sull’aereo insieme a me c’era una band americana e uno di loro si è seduto di fianco a me. Sono riuscita ad intercettare il suo nome e l’ho cercato su Internet – un po’ da stalker, lo so, ma ero curiosa – ma non sono riuscita a trovare nulla. Magari ho letto male il suo nome, oppure la sua band non ha presenza sui social network. O forse lui non si fa chiamare con il suo vero nome, chi lo sa?), quindi ora passiamo agli altri due.

Sabato ho dedicato la mattina e parte del primo pomeriggio allo shopping. Quando poi è tramontato il sole (cioè più o meno alle quattro) sono andata a South Bank (perdendomi, perché io continuo a perdermi in quel posto. Giuro che non so come faccio) a vedere i mercatini, il Big Ben e il London Eye illuminato. Sono rimasta abbastanza sorpresa dal livello del Tamigi, perché era altissimo. So che c’è una tempesta bruttissima nel nord dell’Europa e ho letto sul giornale che la barriera che hanno creato ha aiutato ad evitare che gran parte di Londra venisse allagata. Però mi ha un po’ spaventata, perché non l’ho mai visto così alto.

I mercatini erano molto belli. C’erano banchetti che vendevano gioielli e altre cose fatte a mano, poi quelli dedicati a tutti gli oggetti di legno e la maggior parte degli altri erano tutti dedicati al cibo. Castagne, waffles, vino e birra di tutti i tipi, salsicce e cose varie.

La sera poi ho provato un nuovo ristorante, tale Carluccio’s che si spaccia per italiano. E vi giuro che il cibo è buono! Ho mangiato dei ravioli ricotta e spinaci fatti in casa ed erano buonissimi. Poi ho provato il loro tiramisu e l’ho trovato ottimo. Se capitate a Londra e volete mangiare italiano ve lo consiglio. E’ una catena, perché so che ce n’è più di uno. Quello in cui sono stata io è a Westbourne Grove (ed è un posticino adorabile) e so che ce n’è sicuramente un altro a Westfield White City.

Sabato sera è stata la volta del cinema. Sono andata a vedere il seguito di Hunger Games, “Catching Fire”. I minuti sono volati e il film mi è piaciuto tantissimo. Avevo già letto (la parola giusta è divorato) il libro e sono rimasta molto colpita dall’adattamento cinematografica. Mi è piaciuto tutto (e sì, mi sono commossa in più punti ma non vi dirò nulla di più se non l’avete ancora visto/non avete ancora letto il libro e volete andare) e dico senza alcun dubbio che questo è uno di quei film che rivedrei senza problemi.

Verso mezzanotte poi sono tornata all’appartamento, pronta per andare a dormire. Prima però ho deciso di mettere il telefono in carica e di sedermi al tavolo nella zona cucina per riguardare le mie foto. Il programma era quello di rilassarmi cinque minuti e poi guardare qualcosa in TV. E’ stato in quel momento che ho cominciato a sentire una puzza di bruciato sempre più forte. Allora ho tolto il telefono dalla carica, ho spento tutte le cose elettriche dell’appartamento, ma la puzza continuava a crescere. L’unica opzione rimasta è stata chiamare il manager notturno, che è venuto a controllare e dopo aver bussato a tutte le porte del piano ha scoperto che i nostri vicini di casa avevano messo il pane nell’apparecchio per fare i toast e poi sono andati a fare la doccia. Incendio sventato, quindi. Ma io dico, ma come si fa a mettere il pane a scaldare e poi abbandonarlo? Ma la logica?

Il giorno successivo il manager mi ha raccontato varie situazioni tragiche a cui ha assistito nei suoi anni in quel palazzo. Gente che ha messo il bollitore elettrico (acceso) sulla piastra elettrica (accesa), facendo fondere tutto. Il risultato sono state £500 di elettrodomestici nuovi. Oppure il genio che ha messo nella lavastoviglie il detersivo della lavatrice, facendo uscire schiuma ovunque. O ancora quelli che hanno messo gli abiti bagnati ad asciugare sul termosifone elettrico… Seriamente, parliamone un secondo. Ma questa gente cos’ha nel cervello? A casa loro non fanno mai nulla, vero? Perché non ci vuole un genio per capire che il bollitore elettrico si scalda da solo e non c’è bisogno di metterlo sulla piastra elettrica accesa. O che il detersivo della lavastoviglie è diverso da quello per lavare i vestiti. O che le cose bagnate non si mettono sulle cose elettriche. Rimango sempre sconvolta davanti a certe cose.

La domenica è stato l’ultimo giorno a Londra, così mia sorella ed io l’abbiamo dedicato tutto all’esplorazione. Siamo andate a vedere l’enorme globo di neve a Piccadilly Circus (che in realtà è la statua che è sempre stata lì), le luci, l’albero, la renna e il globo di neve con tutti i monumenti principali di Londra costruiti con il Lego a Covent Garden, la pista di pattinaggio sul ghiaccio a Somerset House, Carnaby Street (che quest’anno ha deciso di usare enormi pettirossi illuminati come decorazioni e me ne sono innamorata) e poi, di sera, è stata la volta di Winter Wonderland. Ho visitato il Magical Ice Kingdom e sono rimasta impressionata dalle statue di ghiaccio e di neve e dal castello. Chi le ha fatte è stato davvero bravo! I dettagli di quelle statue erano incredibili.

Durante le varie esplorazioni ho scoperto un posto nuovo che si chiama Kingly Court ed è di fianco a Carnaby Street. Io l’ho visto per caso e pensavo che fosse una delle solite vie piccole piene di negozietti, ma questo è un vero e proprio centro commerciale! Sono due piani di negozietti molto carini. Questa volta ero di fretta e quindi non l’ho visitato come avrei voluto, ma la prossima volta ci tornerò ed entrerò in tutti i negozi.

Inoltre ho visitato un’altra zona che non conoscevo. Non ero mai stata alla Somerset House e anche questa volta non sono entrata (perché chiudeva alle sei ed erano più o meno le sei meno dieci), ma ho visto la pista di pattinaggio, l’enorme albero e la terrazza da cui si può vedere il London Eye e il Big Ben. Poi ho preso la metro a Temple, che sembrava la città fantasma. Stazione completamente vuota e circa due persone sulla strada dalla Somerset House alla metro. Non bellissimo se si è due ragazze da sole e c’è buio, ma ottimo se si vuole trovare posto per sedersi sul treno. Sembra la stazione dimenticata da tutti! Forse perché è molto vicino a Embankment e tutti salgono lì.

Oggi ho lasciato l’appartamento (per la seconda volta) e Londra (per l’ennesima) con il cuore pesante. Ma ci tornerò presto, perché sto già pensando a un viaggio per il mio compleanno a marzo. E chi lo sa, magari riuscirò a trasferirmi prima o poi! Nel frattempo vi lascio qualche Instagram della mia vacanza e spero che vi siate divertiti a leggere le mie parole.

A domani,

Poppy

p.s. se seguite le mie storie su EFP vi chiedo scusa ma questa settimana non riuscirò a postare. Non riesco a trovare il tempo per revisionare i capitoli come vorrei e preferisco farvi aspettare una settimana piuttosto che farvi leggere qualcosa di cui non sono convinta. Lunedì prossimo ricomincerò come prima, ma questa settimana sarà pienissima di impegni e sarò raramente a casa.

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