Giorno 164-165: Per rilassarsi

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Sì, ieri ho di nuovo dimenticato di scrivere sul blog. Qualche settimana fa ho trovato su YouTube questo video e me ne sono innamorata. Io amo il rumore della pioggia (e l’acqua in generale), quindi un video di un’ora in cui piove sulla superficie calma di un lago è il massimo. Nei periodi di stress è davvero ottimo. Quando trovo cinque minuti liberi (bastano davvero pochi minuti) lo metto a tutto schermo e lo osservo. E’ davvero rilassante!

Ieri sono stata in casa praticamente solo all’ora di pranzo e poi sono tornata dopo cena. Oggi, invece, è stato il mio primo giorno completamente off in tantissimo tempo e mi vergogno di dire che non ho assolutamente fatto nulla. Ho guardato un film, ho letto un po’ e ho ascoltato un po’ di musica. In generale è stata una giornata rilassante e so che avrei dovuto revisionare il nuovo capitolo di “(Un)broken – Le Ali della Farfalla”, ma il solo pensiero di rileggere per l’ennesima volta e sistemare tutto mi ha un po’ infastidita. Non lo so, in questo periodo sono molto demotivata e non ho più voglia di scrivere. Avevo cominciato anche il seguito di Teenage Kicks, ma ho smesso dopo il primo capitolo. E’ come se odiassi tutto quello che ho scritto e volessi toglierlo da EFP e dal blog.

Ma so che è solo un periodo così perché sono molto occupata e non ho tempo di pensare alle mie storie come vorrei. Sono raramente a casa e ho un milione di cose a cui pensare, quindi non riesco a sviluppare le idee che mi vengono. Ne ho qualcuna, ma… niente di quello che mi viene in mente mi convince del tutto. Credo che userò le vacanze di Natale per rilassarmi del tutto e sono sicura che l’ispirazione e la voglia di scrivere torneranno. Sarà che ho scritto ininterrottamente per tantissimo tempo (ho pubblicato per poco più di un anno, ma ho scritto molto di più. Nel mio computer ci sono decine di storie mai pubblicate e mai finite). Non lo so, ho raggiunto un punto critico.

In altre news, a gennaio dovrò andare a fare un’altra visita dall’allergologo, perché quest’anno è già la terza volta che provo a smettere di prendere l’antistaminico e comincia a prudermi letteralmente tutto. Gli occhi, il naso, le braccia, le gambe, la schiena… e non mi è mai capitato, quindi il dottore mi ha detto che secondo lui ho sviluppato un’altra allergia. E ovviamente, essendo nel periodo natalizio, non è disponibile per prendere un appuntamento e devo andare dopo il sette gennaio. Nel frattempo mi ha detto di ricominciare a prendere l’antistaminico e vedremo.
Sono anni che sono allergica all’alternaria, che è un’odiosissima muffa che c’è anche nell’aria, e dal 2011 ho cominciato a fare il vaccino tutti i mesi. Però durante l’inverno sono sempre riuscita a smettere di prendere l’antistaminico e non mi è mai successo nulla.

Vedremo come andrà a finire.

A domani,

Poppy

Giorno 162: Il limite della sopportazione

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In questo periodo credo che il mio livello di sopportazione verso il resto del genere umano sia arrivato quasi al limite. No, non sto scherzando, sono davvero stanca della maleducazione delle persone.

Sabato mattina dovevo prendere il treno per andare a pranzo con le mie amiche a Milano. Vado in edicola per prendere i biglietti della metro (contate che tutti i treni erano in ritardo dai cinque ai dieci minuti) e una signora di mezza età si infila tra me e quella davanti come se niente fosse e compra quello che deve comprare (il giornale, tra l’altro. Una cosa di importanza vitale prima di una corsa da quattordici minuti). La guardo e le dico: “Scusi, ma ero in fila!”
E sapete cosa mi risponde?
“E quindi? Io ho il treno.”
Perché io no, vero? Io sono all’edicola in stazione il sabato mattina perché mi diverto a far perdere tempo alle persone che devono prendere il treno. Non l’ho insultata come avrei voluto, perché alla fine sono una persona educata e non voglio abbassarmi a certi livelli, ma quando sono arrivata al binario giusto e il suo treno non era ancora arrivato avrei voluto dirle: “Ha visto quanti treni ha perso mentre io compravo un biglietto?” Ma ho evitato.

Giovedì sera stavo assistendo a un evento di lavoro ed ero di fianco a un palco. Prima una ragazza mi tira una gomitata e mi si mette davanti. Poi ha anche il coraggio di chiedermi scusa.
E non ha avuto nemmeno niente da dirmi quando le ho detto: “Sì, scusa, d’accordo, ma intanto sei passata davanti lo stesso.”
Un’altra tizia mi si è messa dietro, praticamente appoggiata a me e ha cominciato a riprendere con il telefonino, picchiandomelo in testa per ben tre volte.

Oggi ero in un negozio e stavo pagando dei regali di Natale. La commessa mi ha dato una borsa pesante e piena di cose e mi sono girata per darla a mia madre, così l’avrebbe messa nel carrello. Dovevo ancora pagare e la tizia dietro di me mi ha dato un calcio alla caviglia e mi si è piazzata davanti perché doveva chiedere una cosa alla commessa. Una cosa importantissima che non poteva aspettare. “Ma quanto costa questo?”
Quando sia io che la commessa abbiamo fatto notare a questa tizia che dovevo ancora pagare non mi ha nemmeno chiesto scusa. Non per il calcio e non per essermi passata davanti.

Io sono sempre più senza parole davanti alla maleducazione delle persone. E vi ho raccontato solo tre degli episodi che mi sono accaduti negli ultimi giorni, ma potrei andare avanti per ore. Come quella volta in Stazione Centrale a Milano. Stavo per obliterare il biglietto quando una tizia con trolley al seguito mi taglia la strada e oblitera prima di me. Avendomi messo la valigia esattamente tra i piedi sono inciampata e sono quasi caduta (sono rimasta in piedi solo perché mi sono appoggiata al suo stupido trolley) e sapete cosa mi ha detto? Mi ha insultata e mi ha detto “Guarda dove vai!”
Non so come ho fatto a rimanere calma quel giorno. Mi ha tagliato la strada, mi ha quasi fatta cadere (facendomi male, tra l’altro) e ha anche avuto il coraggio di insultarmi?

Cerco sempre di essere educata con tutti, chiedendo “permesso” e “scusi” anche solo se devo per forza passare davanti a qualcuno che sta guardando qualcosa. Giuro che non capisco assolutamente come si possa essere così maleducati. Perché la gente non sa rispettare le file? Perché sentono il bisogno di invadere lo spazio vitale delle altre persone, mettendosi davanti o dietro di loro e prendendole a gomitate o a calci?

Io credo proprio di essere arrivata al limite della sopportazione. E nonostante tutto continuo ad essere educata con tutti, perché mi rifiuto di abbassarmi al livello di certi incivili. Ma tanto è tutto karma, amici miei. Karma negativo che vi tornerà indietro e vi renderà la vita un inferno. E allora arriverà il momento in cui riderò di gusto.

Scappo a preparare per la cena di stasera e vi prometto che appena ho un attimo per respirare rispondo ai vostri commenti di questi giorni!

A domani,
Poppy

Giorno 161: Christmas Decorations

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Ormai sapete tutti quanto amo il Natale, quindi non sarete sorpresi quando vedrete i piccoli cambiamenti che ho fatto oggi al blog. Non è molto, perché purtroppo non ho tanto tempo a disposizione, ma ci tenevo a mettere un albero di Natale anche qui. E poi ho messo l’album di Michael Bublé nella sidebar (è il mio album di Natale preferito, amo ascoltarlo quando decoro l’albero o la casa, quando cucino con la mia famiglia a Natale e anche quando scartiamo i regali!). E’ troppo largo rispetto alla barra laterale, ma anche se cambio la dimensione nel codice non diventa più stretto. Per il momento lo lascio così (se volete ascoltare potete cliccare cliccare su Play e su Pause direttamente sulla copertina dell’album nell’angolo a sinistra) e domani (sperando di avere tempo) ci guarderò con calma.

Martedì mi aspetta un altro pranzo di Natale e non vedo l’ora. Invece domani andrò a comprare un regalo per mia sorella! Si tratta di quello che ha scelto lei (perché nella mia famiglia facciamo così tutti gli anni: il regalo principale lo scegliamo noi e poi ci regaliamo qualche sorpresa) e aspetto con ansia il giorno di Natale per vederla scartarlo!

A domani,

Poppy

p.s. sono finalmente riuscita a trovare la ricetta giusta per i cupcakes red velvet e sono buonissimi! E sì, alcuni sono a forma di zucca perché pensavo ne sarebbero venuti di meno con le quantità indicate. Non avevo abbastanza pirottini e sono dovuta ricorrere allo stampo di Halloween di silicone per farli tutti! 🙂

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Giorno 160: Christmas Lunch

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Da qualche anno ho una tradizione: qualche giorno/settimana prima di Natale incontro le amiche per un pranzo e ci scambiamo i regali. Anche se magari non siamo riuscite a vederci come avremmo voluto durante l’anno, ma il pranzo di Natale è d’obbligo. Oggi ho visto due amiche (che ho visto di sfuggita anche giovedì sera all’evento a cui sono andata) ed è stato come se non fossero passati mesi dall’ultima volta che abbiamo davvero passato del tempo insieme. E’ sempre bello vederle e mi rende felice.

In questi anni ho fatto una grande selezione in amicizia. Ho deciso di smettere di frequentare le persone che non meritano nulla, quelle che non si fanno sentire per mesi e poi mi mandano un messaggio chiedendomi “come stai? tutto bene? a proposito, ho bisogno di…”. Quelle che mi creano solo problemi e rendono la mia vita impossibile. Alla fine non è importante avere tanti amici, basta avere quelli giusti. Ed io non ne ho molti, ma sono molto felice di quelli che ho. Perché sono persone vere, che ascoltano e che ascolto volentieri. Ci si aiuta a vicenda, si ride, si scherza e si parla anche di argomenti seri. Ci si sostiene, qualunque cosa si stia passando. Loro sono lì e non giudicano, così come io sono lì per loro e le supporto.

Nella mia vita, purtroppo, ho vissuto delle grandi delusioni in questo campo. Delusioni che mi hanno fatto pensare che la vera amicizia fosse solo qualcosa di cui scrivono nei libri. Una menzogna. Sarà che ho avuto la sfortuna di incontrare troppe persone egocentriche, egoiste e opportuniste, quindi incontrare persone come le ragazze con cui sono uscita oggi è come respirare una boccata d’aria fresca.
E di solito cerco di non portare rancore, perché tanto fa male solo a me, però a volte ripenso alle cose che mi sono successe e mi chiedo solo “perché?”

Ma cerco di non fermarmi troppo sul passato. Voi avete avuto fortuna in amicizia? Organizzate pranzi di Natale tra amici?

A domani,
Poppy

Giorno 159: Diario di Viaggio

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Ieri è stata la giornata più lunga della settimana, ma è stata anche la più bella. E’ stata la più stancante, ma la più soddisfacente. Ho avuto un milione di pensieri e voglio condividerne alcuni con voi quasi come farei sul mio diario segreto.

Non c’è nulla di più triste di un parco giochi deserto.

Il sole tramonta presto d’inverno. Ieri ho preso il treno alle quattro circa e, complice anche il tempo, cominciava già ad esserci buio. Dalla città in cui abito a Milano il paesaggio è molto monotono, sono quasi tutti campi e raramente si vede qualche segno di civiltà, come un campo da calcio con qualche ragazzo che gioca oppure qualche casa.
Ieri sono passata di fianco a un parco giochi per bambini ed era completamente deserto, avvolto nella nebbia e buio. Ho pensato che non ci fosse niente di più triste di così. Vedere i giochi abbandonati mi ha messo un po’ di malinconia e mi ha immediatamente fatto venire in mente una scena per un racconto.

Non berrò mai più.

Non bevo spesso e non bevo tanto. Mi capita raramente, magari durante un aperitivo con gli amici oppure durante una serata fuori. Ieri sera l’ho fatto e me ne sono pentita. Ho bevuto un bicchiere di prosecco e metà gin tonic (fatto malissimo, tra l’altro) e non mi sono ubriacata. Il “problema” è che io reggo l’alcol, perché mi serve un bel po’ prima di cominciare a sentire la testa leggera. Il massimo a cui io sia mai arrivata è stato camminare un po’ storta, ma mai più di così. Quindi qual è il problema, vi chiederete voi? Se reggi e non ti ubriachi, perché hai deciso di non bere mai più? Perché l’alcol dovrebbe avere effetti sedativi, ma a me fa l’esatto effetto contrario. E’ come bere caffeina, mi rende insonne. Più insonne del solito. Quindi, dopo aver passato una notte quasi completamente in bianco, ho preso una decisione: mai più.
Prima di ieri sera non avevo mai collegato questi episodi di insonnia pesante all’alcol, ma ripensandoci mi capitano sempre dopo un bicchiere. Quindi basta, tanto non fa nemmeno bene e sono davvero pochi i cocktail che mi piacciono.

A volte sono proprio maldestra.

Di solito sto molto attenta e non mi capita spesso di inciampare o di cadere. Anzi, credo di non ricordare l’ultima volta che sono caduta davvero. E spesso sono quella che salva le amiche da voli epici in mezzo alla strada. A volte, però, divento la persona più maldestra del pianeta e non posso controllarlo, il che mi fa impazzire. Succede sempre di notte. Una mattina mi sono svegliata con un occhio nero e sapete perché? Era un periodo in cui la mia allergia era ai massimi livelli e di solito mi viene il raffreddore e cominciano a bruciarmi gli occhi. Credo che abbiano cominciato a bruciarmi/prudermi durante la notte e mi sono tirata un pugno da sola mentre dormivo, probabilmente per grattarmi.
Questa notte, invece, mi sono addormentata per circa un’ora. Poi mi sono svegliata di colpo perché avevo la mano vicino alla fronte e – non so come – mi sono graffiata. Quando mi sono alzata e sono andata a lavare i denti mi sono guardata allo specchio e ho visto il danno. Sembra che ho litigato con un gatto.

Questo è il peggior after party a cui io sia mai stata.

Ieri sera sono stata ad una festa dopo il lavoro. Una festa che mi è stata spacciata per esclusiva, una di quelle a cui è praticamente impossibile partecipare. Ero molto felice di quell’opportunità, soprattutto perché ho visitato il locale in cui ci sarebbe stato questo party quando non c’era ancora nessuno e mi è sembrato adorabile. Vodka bar, divani, palco per una band, luci laser… insomma, gli ingredienti per una festa perfetta! La realtà? Vedere tutto quel potenziale sprecato mi ha messa di cattivo umore, soprattutto quando ho raggiunto l’area in cui avrei voluto ballare e… c’erano bambini! Bambini che saltavano e ballavano tra di loro, bambini che giocavano. All’una del mattino ad un party “esclusivo”. Ehm, no. Non ci siamo capiti: cosa ci fanno bambini di 6/7 anni in un posto dove gli adulti dovrebbero passare una bella serata e dove vendono cocktail alcolici?
Tempo un’ora e sono scappata a gambe levate dopo aver visto che la situazione non stava assolutamente migliorando.

– – –

Questa settimana sta lentamente giungendo alla fine, ma sono felice di tutti gli impegni che ho avuto. Anche se sento le dita pesanti mentre scrivo queste parole e gli occhi mi si chiudono (e sono solo le sei di sera! Non ho più l’età per certe cose) sono contenta di tutto quello che ho fatto.

Oggi, tornata a casa da Milano, sono andata a trovare il mio vicino di casa anziano, che è stato operato allo stomaco. Mi ha impressionata vederlo così vulnerabile, così… anziano. A volte ripenso alla mia infanzia e sorrido, perché lo conosco da tutta la mia vita e per me è sempre stato un po’ come un nonno. Durante i pomeriggi estivi lo raggiungevo nel suo garage e lo aiutavo a dipingere i suoi lavoretti con il legno. Lui ha sempre saputo del mio amore per l’arte e mi ha incoraggiata fin da piccola a dipingere e ad usare i colori. E anche se adesso sono cresciuta ripenso ancora a quei momenti con piacere.
Abitiamo esattamente uno di fronte all’altra e continuo ad aiutarlo con i suoi lavori anche oggi. A volte mi chiede se posso aiutarlo a scrivere qualcosa (solitamente “Buon Natale”), perché dice che ho una bella scrittura. Ed io l’ho aiutato a realizzare un piccolo sogno, portandogli una maglietta dalla California, quando ci sono stata in vacanza.
Non pensavo che sarebbe successo, ma ha fatto male vederlo così. Soprattutto perché so che quando è tornato dall’ospedale ha chiesto a mia madre di me ed io non c’ero, perché ero a Londra.

So che il post di oggi è un po’ caotico (e magari anche un po’ noioso), ma volevo condividere alcuni pensieri per svuotare la mente. Da lunedì spero che torni tutto alla normalità, perché anche se mi piace essere estremamente occupata, ho bisogno di un po’ di relax.

A domani,

Poppy

Giorno 158: Collezionare Oggetti

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Oggi post molto corto, ma sono curiosa di sapere se anche voi amate collezionare oggetti. Da qualche anno ho cominciato a collezionare gufi di ogni tipo (ornamenti per l’albero di Natale di feltro, peluche, porta candele, brucia essenze, calzini, pigiami, gufi fatti da me e tanto altro) e mi piace portarne a casa uno da ogni città che visito. E’ un po’ un rituale, e sono felicissima che adesso siano di moda, perché all’inizio non era facile trovarli.

Ormai anche mia madre e mia sorella e le mie amiche sanno che amo questi animaletti e cercano di regalarmene anche loro quando li trovano. Non ho una collezione molto ampia, perché cerco sempre di trattenermi (non voglio finire in un episodio di Sepolti In Casa, ecco), ma ne ho un po’. Uno dei primi che io abbia mai avuto è stato un piccolo gufo in resina con il cappello nero della laurea e mia madre me l’ha regalato dopo l’esame della scuola di moda. E da lì non ho mai smesso di trovarne di nuovi, tutti sempre più belli.

Voi collezionate qualcosa? Se sì che cosa?

A domani,

Poppy

p.s. la settimana è quasi finita, dalla prossima dovrei riuscire a tornare alla normalità.