Giorno 71: Poppy e il mondo della scrittura

Leave a comment Standard

Le mie prime avventure nel mondo della scrittura risalgono a tanti (troppi) anni fa. Ho frequentato le elementari quando esisteva ancora l’esame di quinta (che a quanto pare è stato eliminato nel 2004. Io invece sono stata traumatizzata e terrorizzata con gli esami già da piccola) e una delle prove è stata quella di scrivere una storia contenente alcune parole prestabilite dalle maestre. Mi ricordo ancora di aver scritto qualcosa che aveva a che fare con un castello, un mistero e un tesoro nascosto. Purtroppo sono passati anni e non ricordo più esattamente la trama, ma so che mi era piaciuto tantissimo scriverlo.

Un giorno sono tornata a casa da scuola piangendo, perché un mio compagno di classe mi aveva tormentata per tutto il tempo, facendomi i dispetti e scherzandomi per qualche motivo che non ricordo e qualcuno (forse mia sorella, ma non sono sicura) mi ha dato un consiglio: “tu a scuola ignoralo, prova a scrivere una storia in cui un personaggio è basato su di lui e fai vincere una battaglia con lui al/alla protagonista. Vedrai che ti sentirai meglio.” E sapete una cosa? Ha funzionato davvero. Beh, io mi ero lasciata andare un po’ troppo e avevo scritto un “thriller” (non c’era molto mistero, ma ero in quinta elementare, capitemi) in cui il personaggio basato sul mio compagno di classe era stato assassinato in una palestra. Vi giuro che non ero/sono una serial killer (non uccido nemmeno le mosche, ma le accompagno gentilmente fuori dalla finestra quando le trovo), ma quel compagno di classe mi aveva fatto passare delle giornate infernali e non lo sopportavo più. E in quel momento mi piacevano i film polizieschi, anche se probabilmente non avrei dovuto vederli perché ero troppo piccola. Il punto, comunque, è che ha funzionato e mi sono sentita molto meglio. Andavo a scuola e ignoravo tutto quello che mi faceva, finché un giorno si è stancato della mia mancanza di reazioni e ha smesso.

Passando alle medie ho sempre amato i temi di italiano, perché si trattava sempre di scrivere favole o storie inventate oppure le tracce erano simili a “racconta la giornata più bella che hai passato a scuola” o a “come sei cambiata in questi tre anni?”. Uno dei miei temi preferiti (e che ho ancora da qualche parte, devo solo ritrovarlo) aveva a che fare con i pirati. La protagonista della storia si era addormentata in soffitta, guardando alcune foto sbiadite e aveva sognato di essere su una nave pirata e di chiamarsi Twister, che vuol dire tornado. La professoressa mi aveva fatto i complimenti quella volta e non me li faceva quasi mai. Anzi, a volte sembrava quasi che mi odiasse, ma probabilmente ero solo paranoica.

Alle superiori invece ho odiato i temi, perché si trattava sempre di scrivere pagine su pagine di opinioni su qualsiasi argomento, scrivere articoli di giornale, o analizzare i lavori di qualche scrittore. E parliamone, io amo scrivere storie perché posso usare tutta la mia fantasia e la creatività e detesto scrivere di cose reali. Non so perché, semplicemente lo odio. Infatti ho detestato tutti gli articoli di giornale che mi hanno fatto scrivere nelle ore di italiano (e sono stati tanti).

Il primo racconto (che non ho mai finito) risale all’estate del 2003. Avevo quattordici anni ed ero una fan scatenata dei Blue (sì, potete giudicarmi). Non so nemmeno io perché mi era venuta l’idea di mettermi al computer e cominciare a scrivere un racconto con una self-insertion (piuttosto patetica) in cui conoscevo e incontravo il gruppo. Forse perché i miei genitori a quell’età non mi hanno mai permesso di andare a un loro concerto e nemmeno in Piazza Duomo a vederli dal balcone di TRL e volevo disperatamente conoscerli perché ero convinta di essermi innamorata di uno di loro (ah, com’ero giovane e ingenua!) Sta di fatto che aspettavo che tutti uscissero per usare il computer di mia sorella (io non ne avevo uno mio e lei non voleva che io lo usassi), aprivo Windows Media Player, ascoltavo uno degli album di mia sorella (di solito International Superhits dei Green Day) e scrivevo.

Devo dire che quel racconto ce l’ho ancora oggi e nonostante fosse di un’ingenuità quasi tenera, non era scritto male. Leggevo tantissimo e mi ispiravo allo stile di scrittura degli autori che mi piacevano di più (soprattutto J.K. Rowling, perché ormai tutti sapete che amo la saga di Harry Potter). Certo, avevo delle idee molto astratte sull’amore (tanto che i personaggi si dicevano “ti amo” dopo un bacio e dopo essersi conosciuti da circa cinque minuti. Ah, se solo fosse davvero così facile!) ma la grammatica era esatta.

Nell’estate del 2003 sono cambiata completamente. Mi piace pensare di essere diventata me stessa, perché ho cominciato a pensare con la mia testa e a capire quello che mi piaceva. Ho scritto vari incipit di storie per tutto il 2004/2005, senza mai finirne una. Poi ho avuto un periodo difficile e ho smesso. Non ho più aperto un foglio di Word e non ho più scritto una parola su un blocco/quaderno/qualsiasi altra cosa per tanto tempo.

Ho ricominciato nel 2007, come forma di sfogo. Scrivevo storie per scappare dalla mia realtà, per vivere tramite i miei personaggi la vita che avrei voluto avere. Poi ho scritto una storia comica insieme a mia sorella e quella è stata la prima che abbia mai finito (anche se non l’ho mai pubblicata perché era solo per noi e per una mia cara amica). Dopo quella storia ho voluto fare un esperimento e cominciare a scriverne una in inglese (perché è la mia lingua preferita e riesco ad esprimermi meglio). Non l’ho mai finita, ma era il racconto che aprivo quando volevo distrarmi, quando volevo perdermi tra le parole. Da quel momento ho scritto solo storie in inglese (tutte quasi mai finite tranne un paio e non ne ho mai pubblicata una) fino all’anno scorso, quando ho scritto “Another World” in italiano e l’ho pubblicata su EFP. E’ stata anche la prima fan fiction che abbia scritto in parecchi anni, perché tutte quelle che scrivevo in inglese erano originali.

Quest’anno, a giugno, ho scritto la mia prima originale in italiano completamente finita (che è quella che ho inviato per il concorso Giunti Shift) ed è stato un traguardo per me. Soprattutto perché in origine la data di scadenza per il contest era il 1° luglio e c’erano solo cento posti, quindi mi sono ritrovata a scrivere più di 300.000 caratteri in diciotto giorni per fare in tempo. Ci ho passato ore, notti su quella storia e quando l’ho inviata ero felicissima. Il giorno dopo ho letto un messaggio in cui il termine è stato esteso fino al 1° settembre, ma io ormai avevo partecipato (ecco che entra in gioco la mia sfiga colossale). Il che è stato un bene e un male insieme. Un bene perché mi conosco e so che se rileggo una storia che ho scritto la modifico fino a cambiarla quasi completamente. Un male perché quando l’ho riletta qualche giorno fa ho visto alcuni errori di battitura di cui non mi sono accorta quando l’ho riletta prima di inviarla. Niente di grave, eh, ma mi hanno fatto innervosire perché sono un po’ una perfezionista. Ma non importa, la cosa importante è che sono riuscita a finirla.

Ci ho messo un po’ a capire che questo è quello che voglio fare nella vita e so che non sarà facile. Non so nemmeno se quello che scrivo è abbastanza, ma so di volerci provare. Se non ci si butta non si scoprirà mai come andrà, no? Quindi ho deciso di provare con questo concorso e vedremo. Non ho idea di cosa succederà e sono curiosa di scoprirlo. Nel frattempo continuo a scrivere (e a lavorare, perché non posso passare le mie giornate scrivendo e basta, ovviamente devo avere anche un lavoro che mi faccia guadagnare) e so che continuerò a farlo a prescindere dal risultato, perché è una cosa che mi fa stare bene e che mi aiuta tantissimo.

Poppy

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...