Giorno 66: 12 anni

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Dodici anni fa ero poco più che una bambina, avevo esattamente dodici anni. Frequentavo le scuole medie e non sapevo molto di cosa stesse succedendo nel mondo. Ero ingenua, pensavo a studiare, a uscire con le mie amiche e non a molto altro. Però ricordo ancora con precisione gli eventi di quel giorno, sono ancora freschi nella mia memoria. Ricordo che ero nella mia camera e che mio padre è tornato a casa dal lavoro sconvolto e ha detto a mia madre di accendere la TV perché stavano crollando le Torri Gemelle. Ammetto che ai tempi non avevo nemmeno la minima idea di cosa fossero. Però sono andata comunque in cucina a vedere quello che stava succedendo e quando ho visto quelle immagini in televisione sono rimasta sconvolta. Sembrava un film, ma la cosa tragica è che era tutto vero. Persone vere e innocenti sono morte in quell’attacco. Tantissime persone hanno perso i propri cari, la propria famiglia quel giorno.

Ricordo la reazione della mia professoressa di inglese il giorno dopo, quando ne abbiamo parlato a scuola. Ci ha raccontato quello che stava succedendo con le lacrime agli occhi e un’espressione carica di dolore che mi ha fatto attorcigliare lo stomaco. Lei aveva visto quelle immagini su uno schermo fuori da una banca ed era rimasta ferma e scioccata là davanti, per poi scappare a casa per sentire cosa stesse succedendo.

Quel giorno mi sono chiesta semplicemente perché. Perché c’è tanto male nel mondo? Dodici anni fa non capivo bene quello che stava succedendo. Sapevo solo che quell’attacco aveva causato tanta sofferenza a tante persone. Poi, con il passare dei giorni, dei mesi e degli anni, ho cominciato a capire davvero il livello di dolore che ha provocato a tutti. Le conseguenze di quel giorno. Il terrore.

Tutte le volte che vedo quelle maledette immagini mi viene ancora da piangere. La prima volta che sono stata a New York, tre anni fa, sono andata a visitare il World Trade Center, dove stavano costruendo la nuova Freedom Tower e dove c’è il memoriale per le vittime di quel giorno. Non riesco a descrivere a parole la sensazione che ho provato in quel momento. Tristezza, sofferenza, dolore. Me ne sono andata da quel posto con il cuore pesante, chiedendomi di nuovo perché. 

Ogni giorno sentiamo nuove notizie di attacchi, esplosioni, innocenti morti e feriti in tutto il mondo e torno a chiedermi perché. Perché c’è tutta questa violenza? Forse è una domanda a cui non riuscirò mai a dare risposta. Oggi i miei pensieri vanno a tutte le persone che hanno perso (e continuano a farlo) i propri cari in questi atroci attacchi. Spero che un giorno tutta questa sofferenza possa finalmente finire.

Poppy

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2 pensieri su “Giorno 66: 12 anni

  1. Ehi Roby, sono entrata oggi col pensiero di scrivere qualcosa su quello che ricordo anche io di quel giorno, ma tu mi hai preceduto ed ho voluto leggere. Io avevo nemmeno sei anni e avrei iniziato di lì a poco le elementari, ed è incredibile però vedere che abbiamo provato le stesse identiche emozioni…

    • Ciao cara 🙂
      Penso che quello che è successo quel giorno sia così grande e scioccante che è impossibile dimenticarselo. E’ una cosa che ti segna profondamente, qualunque età tu abbia. Ti cambia, perché improvvisamente capisci che il mondo non è un tappeto di fiori, ma è pieno di cattiveria e di violenza. 😦
      Grazie per aver letto e per il commento :*

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