Giorno 47: Bye London!

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Trovo sempre strano svegliarsi in una città e andare a dormire in una diversa. Questa notte ho dormito poco e male, un po’ perché sapevo che sarei dovuta partire (quindi avevo l’ansia per la sveglia e continuavo a pensare: “si chiuderà la valigia? Ho comprato troppe cose? Peserà più di 23kg e dovrò pagare extra?”) e un po’ perché mi sono addormentata alle 2 e svegliata alle 6:30. Non volevo lasciare Londra e il taxista ha infierito, facendomi fare una strada particolarmente panoramica dall’appartamento all’aeroporto di London City.

Abbiamo costeggiato Hyde Park, siamo passati di fianco a Buckingham Palace, ho visto Trafalgar Square, Tower Bridge, il London Eye, il Big Ben e poi ancora lo Shard, Canary Wharf e la O2 Arena. Sembrava quasi che lo stesse facendo apposta, ma in realtà ho apprezzato, perché così ho avuto modo di salutare la città per l’ultima volta. Per il momento sono stata brava e non ho ancora prenotato il prossimo viaggio, ma probabilmente entro la fine del weekend avrò in mano un nuovo biglietto aereo per il Regno Unito.

Alla fine la mia valigia non superava i 23kg, ma davvero di poco. Quando sono arrivata al bancone del check in e l’hanno pesata mi hanno attaccato il cartellino “HEAVY BAG”, indicando che pesava 21,5kg. Forse volevano avvisare i poveracci che dovevano caricarla e scaricarla, o forse volevano farmi sentire in colpa per tutto lo shopping. In ogni caso non ci sono riusciti, perché sono fiera di tutte le cose che ho comprato. Sì, anche della carta igienica di Marks&Spencer con le stelline nere. Me ne sono avanzati due rotoli nuovi e non ho avuto il cuore di abbandonarli. Okay, questo forse rientrerà nella categoria “troppe informazioni”, ma io vi ho avvisati in partenza. Qui scrivo davvero tutto, senza filtri.

Quando l’ho recuperata a Linate (la valigia, non la carta igienica) ho strappato immediatamente via il malefico cartellino bianco con le scritte rosse. Mancavano solo delle frecce neon che mi indicavano e dicevano “questa persona compra troppe cose”. Citerei anche come mi sono trasportata tutti i 21,5kg di acquisti (ma no, dai, non erano tutte cose che ho comprato là… alcuni vestiti erano già miei in partenza!) per due piani interi senza ascensore. Come abbia fatto rimane ancora un mistero, ma una pacca sulla schiena per me per essere riuscita nella mirabolante impresa!

In ogni caso ora sono tornata a casa. Ho svuotato la valigia, sistemato tutti gli acquisti, riguardato le foto, dato tutti i regalini a mia madre e mi sono resa conto di non essere più in Inghilterra. Trauma.

Se stanotte sentirete qualcuno ululare “voglio-tornare-a-Londra-buuuuuuuu” continuate a dormire tranquilli. Sono solo io che mi sono svegliata e mi sono trovata nel mio letto. Anzi, facciamo una cosa. Regalo a tutti in anticipo un paio di tappi per le orecchie (del colore che volete voi), così non rischiate.

A proposito, siamo quasi (finalmente!) arrivati al termine per il concorso di Giunti Shift, quindi tra qualche giorno (forse) potrete leggere le prime cinquanta pagine della storia che ho inviato! Vi terrò aggiornati e vi darò il link. Nel frattempo, se volete, potete seguirli su Facebook e su Twitter per tutti gli aggiornamenti! Ho visto che hanno cominciato a postare delle citazioni dalle storie che hanno letto e hanno preferito! Chissà, magari posteranno qualcosa di mio.

A domani,

Poppy

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11 pensieri su “Giorno 47: Bye London!

  1. A leggere Canary Wharf mi è venuto un colpo al cuore, perché a luglio ho in pratica vissuto lì vicino (in un appartamento a Mudchute, per la precisione) per dieci intensissimi giorni, che sicuramente non dimenticherò mai. Comunque, andarsene da una città, specialmente da una bella come può essere, appunto, Londra, è sempre un grande trauma, sia che tu ci sia stata tre giorni, un mese intero, o che tu l’abbia visitata già venti volte.
    In più si aggiunge il dramma delle valige, io ho sempre il terrore di arrivare all’aeroporto e rendermi conto di aver seriamente sforato il limite, se poi ci aggiungiamo che proprio a Londra sono stata investita da una signora valigia di ben 30 kg nel bel mezzo delle scale mobili della metro, ecco, non è che la mia simpatia verso queste cose aumenti.
    In conclusione, ti ringrazio per avermi fatto sentire vicina a questa città, che ormai è un po’ mia, e sono felice che per te sia stata un’esperienza più che positiva, un abbraccio.
    P.s. La depressione post-viaggio non mi è ancora passata, perciò ti sono vicina ç_ç

    • Hai proprio ragione, non importa se è la prima o la venticinquesima volta, non importa se ci sei stata per un weekend o per un mese, lasciare Londra è sempre incredibilmente difficile. 30kg di valigia addosso?? Mamma mia, immagino che non sia stato proprio piacevole, ecco.
      Ma non ringraziarmi, figurati! Devo ringraziare io te per aver seguito tutti i post e sono felice di essere riuscita a trasmetterti qualcosa! Ti abbraccio virtualmente, vedrai che prima o poi passerà a tutte (quando ci saremo trasferite a Londra, probabilmente!)
      Un bacione

  2. Sono con voi, amiche follower. Ancora non mi è passata la depressione per essere tornato dalla meravigliosa avventura, ma diventa cosi bello condividere questi momenti vissuti in quella magnifica citta’, che si elabora il lutto, per così dire. Scherzi a parte, trovo un’ originalità e una leggerezza nel tuo modo di scrivere, che hanno in pochi.

    • Grazie, i tuoi complimenti mi fanno sempre molto piacere! Capisco cosa vuoi dire, è difficilissimo lasciare un posto come Londra, ma il bello di condividere questa esperienza con qualcuno che l’ha vissuta proprio come te aiuta. Ci si scambiano racconti, esperienze e si supera un po’ la tristezza. Spero che tu ci possa tornare presto! Un abbraccio e grazie per il commento. 🙂

      • Grazie, speriamo in bene. Hai il mio stesso modo di amare quella, bellissima città. C’è un unico modo o ci sono tanti modi per amare Londra?

      • E’ una bella domanda e onestamente non saprei darti una risposta. Da una parte ti direi che no, secondo me c’è un solo modo di amarla davvero, ma poi penso sempre alla differenza turista vs viaggiatore e allora ti rispondo che forse ci sono più modi. Quello più superficiale (da turista a cui piace) e quello più profondo da viaggiatore. E’ un bel dilemma.

      • Io mi sono innamorato di ogni molecola di Londra. Londra per me è una scossa elettrica. Mi sono innamorato dei monumenti, delle voci, dei mille colori, del tempo. Ho amato anche i difetti. Mi innamoro come un bambino, senza riserve. Mi sono innamorato del suo essere inglese e non inglese, al tempo stesso.

      • I colori di Londra sono forse quello di cui mi sono innamorata di più. Sono quello che rende la città viva, particolare, unica. Ieri riguardavo le foto per sistemarle ed è una cosa che si nota subito. I colori sono diversi. Anch’io mi sono innamorata di tutto. A parte Harrods. 😛

      • Non so dire cosa non mi sia piaciuto di Londra. Mi sono sentito come un neonato, mi sento senza difese e con tutto da imparare. Perché non ti è piaciuto Harrods, soprattutto? Mi sembra che tu lo abbia scritto, ma voglio vedere se mi ricordo bene. I colori di Londra sono tanti, affascinanti, quasi eccessivi. È questo il loro bello.

      • Diciamo che odio i posti affollati (e soprattutto pieni di turisti) e Harrods è esattamente quello: uno posto troppo affollato e pieno di turisti. Evito di andarci, se posso, ma ogni volta che vado a Londra qualcuno mi chiede inevitabilmente di portargli qualcosa che vendono solo lì. E quando mi va bene acchiappo qualcosa al volo in quello di Heathrow, ma quando parto da altri aeroporti (es. questa volta sono partita da London City e lì Harrods non ce l’hanno) sono costretta a visitare quello di Knightsbridge. :/

      • gia’ , ti capisco. E’ un posto peesante da,soppportare. Non e’ per tutti, nel senso,che,intendevi tu, tanto caos. Io ci sono andato, mi oiace oiu’ da fuori che all’interno

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