Giorno 45: London Day 20

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Sono appena tornata dalla Brixton Academy, dove credo di aver visto uno dei concerti, se non IL concerto più bello della mia vita. Dopo quattro anni sono riuscita a rivedere i Green Day. Dopo che avevo vinto il soundcheck a Milano (che è stato cancellato e quindi non sono potuta andare) e aver comprato i biglietti per due concerti in Italia (HJF e I-Day Festival) che sono stati cancellati, ce l’ho finalmente fatta!

Non ci ho creduto finché non li ho visti davvero sul palco. Fino all’ultimo non ci ho creduto e quando li ho visti e ho sentito le note di “99 Revolutions” mi è comparso sul viso un sorriso enorme. E si sono fatti perdonare. Oh sì! Hanno suonato Dookie. Tutto. Dalla prima all’ultima canzone. Compresa la mia preferita di sempre. Mi fa male la faccia da quanto ho sorriso, non sento più le gambe per essere stata in piedi per due ore e mezza, per aver saltato e ballato, sento un continuo fischio nelle orecchie per il casino che c’era in quel posto e non ho più voce, ma sapete una cosa? Non mi importa. Non mi interessa, davvero. Lo rifarei anche domani. Anche adesso, se mi dessero la possibilità di farlo.

Ho rivisto il mio gruppo preferito in assoluto, Billie Joe sta molto meglio dopo la riabilitazione (il che mi rende felice come non mai) e non hanno nemmeno cantato “Oh Love”, che è probabilmente l’unica canzone dei Green Day che odio con tutta me stessa. Per fortuna è l’ultima dell’album, perché per me non esiste. La salto sempre.

Comunque farei notare che alla Brixton Academy, dopo il concerto, sul bancone del bar ci sono bicchieri d’acqua gratis per tutti, perché ci tengono che le persone che hanno pagato il biglietto e assistito al concerto rimangano idratate. Hanno proprio anche i cartelli con scritto “Per favore, restate idratati”. Io amo gli inglesi. Per entrare alla Brixton c’era una fila che faceva il giro intorno al locale. Tutti in fila ordinata per due, nessuno spingeva, nessun bisogno di transenne, tutto è filato liscio. Dividevano i ragazzi dalle ragazze (perché controllavano le borse di tutte) e anche lì non c’è stato bisogno di tempo extra. Tanto personale, tutti super professionali e attenti e soprattutto veloci.

Questa mattina sono anche andata a vedere la vista dallo Shard (ed essendo a South Bank mi sono persa. Perché sì, sono cinque anni che vengo a Londra, ma continuo a perdermi nonostante tutto. E non ditemi che lo Shard è piuttosto grandino e dovrebbe essere facile da vedere, perché lo stronzo si sa nascondere bene), che è molto bella, ma secondo me non vale il prezzo che costa. E soprattutto c’è pieno di turisti egocentrici che rimangono nello stesso punto a raccontarsela per mezz’ora, non permettendo agli altri di fare le foto. Dopo un po’, forse, si levano e tu puoi finalmente guardare fuori dalla finestra. Certo, la vista vale la pena di aspettare qualche minuto, ma non sono rimasta così esaltata dall’esperienza.

Ieri pomeriggio invece sono andata ad Hampstead Heath, che è un parco su una collina, e c’è un view point a 98 metri. Anche da lì si può vedere Londra ed è davvero bello. Quello mi è piaciuto molto e la scarpinata ne è valsa la pena. Poi ci sono dei laghetti in cui giocano i cani ed è stato tenerissimo. Ce n’era uno piccolissimo che ha portato a riva un bastone enorme (che era inteso per un altro cane – grosso almeno cinque volte quello piccolo – ma quello non l’ha visto e così ci ha pensato il piccolino). Sono rimasta un po’ a guardarli e onestamente non mi ha dato nemmeno fastidio il fatto che quando uscivano dal laghetto si scuotevano di fianco a me e mi bagnavano un po’. Amo i cani. Tutti.

A proposito, se vi chiedete se c’è qualcosa che odio profondamente di Londra la risposta è sì. Harrods. E tutte le volte qualcuno mi obbliga ad andarci, perché avere qualcosa di quei grandi magazzini “fa cool”, quindi mi pregano tutti di portare loro un regalino da quel postaccio. E’ pieno di turisti che ti sbattono addosso senza nemmeno chiedere scusa. Si piazzano tutti davanti agli scaffali e non è possibile vedere niente e le file per pagare sono infinite. E’ un incubo. Lo odio. Ma in generale Knightsbrigde è una zona che detesto perché c’è sempre troppa gente.

Adesso credo che andrò a dormire, perché sono stanca morta. A domani!

Poppy

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