Giorno 32: London Day 7

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Leggere il numero del giorno nel titolo di ogni post mi spaventa, perché più passa il tempo e più mi rendo conto che queste tre settimane non dureranno all’infinito e che prima o poi dovrò tornare a casa. Cerco di non pensarci, però, perché qui mi sto divertendo troppo.

Oggi è stata la giornata di Greenwich. Mia sorella voleva visitare il Cutty Sark, cioè una nave che una volta trasportava té dalla Cina e adesso è un museo. Purtroppo è stata chiusa per tanto tempo, perché mentre la ristrutturavano è scoppiato un incendio, ma fortunatamente gran parte del legno della nave era in un’altra location perché lo stavano sistemando, quindi sono riusciti a salvare quasi tutto e hanno finalmente riaperto il museo. E’ molto carino e dal ponte si può vedere Londra.

Poi sono stata al museo dei ventagli (sempre a Greenwich). In realtà ci sono andata solo perché volevo comprarne uno per mia madre al gift shop, ma quando sono stata dentro e ho visto l’adorabile vecchietta alla reception non ho resistito e ho preso i biglietti. Per £4 mi ha spiegato tutto, mi ha dato una guida dettagliatissima del museo con scritta la storia di tutto quello che c’era dentro e mi ha anche messo la felpa e i sacchetti dello shopping nel guardaroba! Poi ho scoperto che la signora è la proprietaria originale del museo, che è stata un’idea sua e di suo marito. Adesso lui non c’è più, e il museo per lei è diventato ancora più importante, perché è un posto che le ricorda il suo amato. E’ davvero un museo stupendo (oltre al fatto che questa storia è tenerissima), una perla nascosta di Londra e consiglio a tutti di visitarlo! Inoltre nello shop ci sono dei ventagli stupendi da acquistare.

Non potevo non visitare l’osservatorio, così dopo una camminata (la salita è tosta, ve lo assicuro) mi sono voltata e ho visto Londra dalla cima della collina. Vi giuro, è stata una vista da togliere il fiato. Mi sono seduta su una panchina e sono rimasta lì per un po’, semplicemente ad osservare quello che mi circondava. Avrei anche voluto vedere il Meridiano, ma poi ho scoperto che avrei dovuto pagare £7 e aspettare un’ora d’orologio per fare la foto. Onestamente… non sono le £7 che mi sconvolgono, ma non avevo la minima voglia di aspettare un’ora intera in piedi, al sole, per una foto con un piede da una parte della linea e uno dall’altra. Mi sono accontentata di vedere la linea del Meridiano dal cancello (tanto si vede) e basta.

Per ultimo voglio condividere con voi tre cose che mi sono successe oggi. La prima è classica. Ero in metro e sono entrati quattro italiani (spingendo per entrare prima degli altri, ovviamente.) Si sono piazzati di fronte a me e hanno cominciato a parlare di dove avrebbero mangiato quella sera. Intanto mi facevano ridere, perché in quattro non parlavano una parola di inglese e non sapevano se la metro che avevano preso stesse andando nella direzione giusta (quindi mi chiedo come stessero sopravvivendo) e non sapevano dove trovare una bistecca. Erano convinti che alla Steak House non le avessero (ma allora perché si chiama STEAK house, secondo voi?), quindi alla fine credo abbiano optato per il McDonald’s. Poi i due uomini si chiedevano come si scriveva “Night” (“Ma l’acca va in fondo alla parola, vero?”), perché volevano trovare un locale notturno per “darsi alla pazza gioia”, testuali parole.
Un giorno dovrò dedicare un post intero agli italiani all’estero, perché mi è capitato di vedere di tutto da quando ho cominciato a viaggiare, da quella che cercava di ordinare in italiano da Starbucks, a quella che si è piazzata sull’autobus al posto dedicato ai disabili e ha cominciato a fare espressioni scocciate e non voleva spostarsi quando a una fermata è salito davvero un ragazzo sulla sedia a rotelle. Ero senza parole! Però alcuni sono decisamente comici quando vanno in giro e si riconoscono immediatamente!

La seconda è stata quasi imbarazzante. Stavo andando a fare la spesa per cena, quando un ragazzo mi ferma in mezzo alla strada, dicendomi: “Excuse me, can I ask you a question?”
Ho visto che aveva la targhetta di un negozio di gioielli, così mi sono fermata perché ero convinta che mi avrebbe parlato di qualche promozione o avrebbe cercato di vendermi qualcosa. Gli ho risposto “Sure” e lui mi ha chiesto: “Where are you from?”
“Italy.” A questa risposta pensavo che mi avrebbe detto che la promozione era valida solo in UK, così quando mi ha guardata per un po’ e ha annuito, non capivo. Poi ha sorriso e mi ha detto: “It makes sense, ‘cause you’re gorgeous.” E io credo di essere diventata di mille colori in una volta sola. Gli ho balbettato un “Thank you” e allora lui mi ha chiesto se fossi single. Quando gli ho risposto di sì mi ha domandato “Do you want to hang out tonight?”
Ed era anche carino. Aveva i capelli scuri e gli occhi chiari, proprio come piacciono a me. Aveva un po’ di barba incolta e non sembrava giovanissimo (penso che avrà avuto una trentina di anni), però gli ho risposto che avevo già piani, perché mi ha inquietata.
Sarà che non sono abituata a questo genere di cose. Sarà perché ormai se una ragazza vuole conoscere qualcuno deve sempre fare il primo passo, perché oggi è raro che un ragazzo si presenti o perché sono semplicemente pazza e paranoica, però non lo so. Uscire con un completo sconosciuto, da sola, non mi è sembrata una buonissima idea. Diciamo che preferisco sapere almeno un po’ con chi ho a che fare, quindi se si tratta già di un conoscente o di un amico di amici è meglio, ecco. Però non nego di essere entrata al supermercato con un sorriso, perché non mi sarei mai aspettata un complimento del genere.

L’ultima, in realtà, è successa questa mattina, mentre andavo a prendere il traghetto per Greenwich in metro. Mi si è seduto di fianco un ragazzo completamente ubriaco, che parlava da solo e se la prendeva con tutti. A uno ha detto “Don’t you give me the eyes, I’ll fucking smash your face!” e mi ha messa incredibilmente a disagio. Puzzava di alcol da fare schifo (ed erano le dieci e mezza del mattino) e continuava a fare cose strane, così alla fine ho deciso di scendere da quel treno per prendere il successivo, che tanto era subito dietro.

Questa sera fa abbastanza freddo ed è prevista pioggia, quindi mi aspetta un fantastico DVD sul divano dell’appartamento. Dopo tutta la camminata di oggi sono talmente stanca che penso non uscirei nemmeno se mi chiedesse un appuntamento David Beckham in persona. No, aspettate, non è vero. David? Sono libera.

A domani, con le mie avventure estive inglesi!

Poppy

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