Giorno 23: aggiornamento random

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Ogni tanto uso questo blog anche per aggiornamenti random sulla mia vita. Perché in fondo si tratta di un blog personale, no? Mentre scrivo queste parole la figlia neonata dei miei vicini sta piangendo come una disperata e sta andando avanti più o meno da un’ora. Non so molto di bambini, non me ne intendo per niente. So solo che quando li prendi in braccio la testa va in alto e i piedi in basso (il mio istinto materno deve essersi perso per strada quando mi hanno disegnata). Però è un pianto davvero insistente e sembra che stia male, quindi mi chiedo se non sia il caso che la portino all’ospedale. Ma non è mia figlia, quindi immagino che non sia il mio lavoro preoccuparmi della sua salute.

Ormai mancano solo tre giorni alla mia partenza per Londra e non vedo l’ora. Odio fare i bagagli, ma amo andare all’aeroporto. Non so per quale motivo, ma mi sento bene quando sono in mezzo a gente che, come me, sta partendo. Perché ognuno sale su un aereo per un motivo diverso e con una storia diversa alle spalle e, da “scrittrice”, mi piace sempre cercare di indovinare quale sia questa storia. Scommetto di non indovinare mai, ma è divertente inventarsi storyline per le persone che aspettano che apra il gate insieme a me. Tutto ciò solo prima del volo, ovviamente, perché quando saliamo sullo stesso velivolo comincio a odiare tutti ed è guerra aperta con chi mi dà fastidio. Ammetto di non avere un livello di pazienza molto alto, ma cerco di sopportare tutto. Se però cominciano a tirarmi calci al sedile prima ancora di lasciare la pista e finiscono quando arriviamo a destinazione è tutta un’altra storia.

Ho già fatto piani per quando arriverò a Londra, perché c’è una cosa che devo assolutamente fare. Dopo aver sistemato i bagagli nell’appartamento DEVO andare al centro commerciale dove vado di solito. Sono ben otto mesi che non ci vado e penso di soffrire di crisi di astinenza. Perché è fantastico, perché sono quattro piani di negozi, ristoranti e cinema e c’è tutto quello che mi piace. Inoltre i negozi rimangono aperti fino alle 22:00, il che vuol dire shopping dopo cena e pre cinema. Sì, si è capito. Non vedo l’ora di tornarci!

In questi giorni di caldo assassino ho avuto un po’ di “blocco dello scrittore” e non sono riuscita ad andare avanti a scrivere la mia storia, Teenage Kicks. Il problema principale non era che non avevo la minima idea di quello che avrei voluto che succedesse, ma proprio l’impossibilità fisica di scrivere. Il solo sfiorare i tasti mi faceva venire un caldo assurdo e mi veniva voglia di passare il resto della giornata sotto la doccia. Ho la pressione bassa di natura, quindi durante l’estate sono una persona inutile. Rischio di svenire ogni circa tre secondi e vivo a Gatorade. Bello, vero?
Fortunatamente oggi non si muore e ho ricominciato a scrivere. Sono molto felice della piega che sta prendendo questa storia, perché è forse la più difficile che abbia mai scritto. Non per la trama, ma perché ci sono tanti personaggi da gestire e voglio assicurarmi che ognuno di loro abbia una storia e che questa storia abbia un senso. Diciamo che la mia idea di iniziare questa fan fiction è nata dalla disperazione totale per la cancellazione di alcuni dei miei telefilm preferiti (The O.C., Gossip Girl, 90210) e quindi volevo creare qualcosa che potesse colmare il vuoto lasciato da questi show.
E poi non ho mai scritto storie con personaggi così giovani (o meglio, ne ho iniziate in passato, ma non le ho mai finite e non le ho mai pubblicate). I protagonisti hanno sedici anni, il che mi dà la possibilità di scrivere ancora su di loro in futuro. Ed è proprio quello che vorrei fare. Vorrei raccontare il penultimo anno di superiori in questa storia e poi scrivere il seguito con l’ultimo anno. E poi, chissà, magari andrò avanti a raccontare le loro avventure anche quando saranno in college (se andranno)! Le possibilità sono infinite ed è quello che mi piace tantissimo di questa storia. Oltre al fatto che posso far succedere di tutto, perché creare “drama” è proprio quello che voglio. Vedremo come andrà a finire.

Per ultimo voglio parlare dell’episodio di The Killing che ho guardato ieri sera. Ho passato tutto il tempo con lo stomaco aggrovigliato e il cuore pesante, perché sapevo quello che sarebbe successo, ma fino all’ultimo speravo che qualcuno risolvesse. Credo seriamente che questo sia uno dei telefilm più belli che abbia mai visto. E non belli perché tutto finisce bene e sono tutti felici e contenti. Anzi. Spesso (troppo spesso) muoiono personaggi principali e nessuno riesce a fare niente per salvarli. E magari muoiono per qualche ingiustizia, perché qualcuno ha sbagliato e poi non è stato in grado di sistemare i propri errori, come succede nella vita reale. Però gli attori sono così bravi, recitano così bene che ti fanno provare emozioni incredibili. Emozioni che pensavo non avrei mai provato guardando un telefilm, perché “tanto è tutta finzione, no?”
Peter Sarsgaard è uno degli attori più bravi che abbia mai visto, senza alcun dubbio. Penso di voler vedere la sua intera filmografia a questo punto, perché è riuscito a trasmettermi emozioni fortissime, soprattutto durante questo episodio. Rinnovo il mio consiglio di guardare questo telefilm, se non l’avete ancora fatto e vi piace il genere! E aspetto con ansia il doppio episodio-finale di stagione!

Bene, credo di aver scritto abbastanza per oggi! Spero che la vostra giornata stia andando bene! Se volete raccontarmi come stanno andando le vostre vacanze scrivetemelo in un commento!
A domani,

Poppy

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