Giorno 16: I Love London

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Tutta l’attenzione mediatica su Londra di questi giorni per l’arrivo del Royal Baby (a proposito, congratulazioni a William e Kate per il maschietto!) e la mia imminente partenza mi hanno fatto venire voglia di parlare di questa bellissima città sul mio blog. So di aver già postato sull’argomento domenica, ma come diceva Samuel Johnson:

Quando un uomo è stanco di Londra, è stanco della vita, perché a Londra si trova tutto ciò che la vita può offrire.

Londra è stata la meta del mio primo viaggio ‘da sola’, o meglio in compagnia di mia sorella e di due amiche. Prima di allora ero stata solo a Vienna e a Salisburgo in terza media, ma era una gita scolastica quindi non la conterei proprio come vacanza all’estero. Era aprile del 2008 la prima volta che ho messo piede in suolo britannico e ricordo di essere partita con il piumino perché avevano detto che là avrebbe fatto molto freddo. Il che era vero, il vento soffiava piuttosto gelido, ma abbiamo anche avuto la fortuna di trovare un po’ di sole, che ci ha permesso di andare in giro con il giubbotto aperto (e mi sono scottata il naso a Buckingham Palace, guardando il cambio della guardia). Ricordo ancora com’ero sconvolta quando ho visto una ragazza in canottiera su un’auto con la capote abbassata, mentre io stavo congelando con il cappotto. Non avevo ancora capito nulla degli inglesi!

La prima volta che sono stata a Londra non mi è piaciuta. O meglio, la città è bellissima, ma per qualche motivo non l’ho apprezzata. Ho capito il motivo l’anno dopo, quando ci sono tornata in luglio per fare una vacanza studio di due settimane e ho vissuto la città, non ho fatto la turista. Il bello di viaggiare, come dicevo nel mio primo post, è che ti insegna tante cose su te stessa. Lati di te che non conoscevi. Io, per esempio, ho scoperto che odio fare la turista. Odio i posti pieni di gente, odio le file di ore per salire su un’attrazione e, soprattutto, odio gli altri turisti. Non tutti, ma quelli fastidiosi (cioè più della metà). Quelli che vanno in giro con lo zaino con dentro tutta la casa, la mappa aperta grande come tutto l’autobus o la metro e quelli che si comportano come se esistessero solo loro (per esempio, se siete stati a Londra saprete che le metro passano molto spesso, soprattutto sulle linee più trafficate, quindi non c’è assolutamente bisogno di spingere tutti pur di entrare sul treno, ma loro lo fanno lo stesso). Mi piace vivere un posto, conoscere la cultura e i luoghi più belli nascosti.

Cliccate su Continua a Leggere per finire il post.

La vacanza studio del 2009 è stata quello che si chiama un turning point, per me. Un punto cruciale nella mia vita. Sono state solo due settimane, ma ho capito più cose di me stessa in quei quindici giorni che in ventiquattro anni di vita. E’ stato il momento in cui ho cominciato a diventare quella che sono. Ho conosciuto ragazzi e ragazze di tutto il mondo, che erano nella mia classe di inglese e ho vissuto un’esperienza incredibile. Vivevo in un dormitorio pieno di studenti di tutti i paesi vicino a King’s Cross, insieme a mia sorella. Avevamo una stanza doppia ed era piccola, ma bellissima. Andavamo a fare la spesa, andavamo a lezione, facevamo (tanto) shopping, visitavamo posti nuovi, ma soprattutto conoscevamo persone nuove. Culture diverse dalla nostra. Non negherò che mi sono presa una cotta incredibile per un ragazzo della mia classe e che siamo andati al cinema un paio di volte ed è stata un’esperienza stupenda anche quella. Un po’ come nei film, mi ha fatto pensare a come sarebbe vivere davvero là e uscire con gli amici, con persone nuove.
Un ricordo particolarmente piacevole che ho è di un giorno in cui sono andata a visitare Notting Hill per vedere tutte le location dove era stato filmato il famoso omonimo film con Hugh Grant e Julia Roberts (sì, uno dei miei preferiti) e ho ricevuto la telefonata del ragazzo che mi piaceva e che mi invitava ad uscire. Per un momento mi è sembrato davvero di vivere in un film.

Essendo abituata all’Italia, tutto di Londra mi ha sorpresa. Era un mondo completamente nuovo a cui non ero abituata, ma di cui ho imparato a innamorarmi e di cui non potrei più fare a meno. Ho vissuto tante esperienze incredibili in questa città, ho ricordi che porterò con me per il resto della mia vita. In Inghilterra ho vissuto alcuni dei momenti più belli di sempre.

Dopo la vacanza studio del 2009 ci sono tornata a marzo del 2010 per festeggiare il mio compleanno. E l’ho festeggiato in modo speciale a un cocktail party al bar sul tetto di un hotel nel West End con persone con cui mi sono divertita tantissimo. Faceva freddo, ma è uno dei ricordi più belli che ho. Poi ci sono tornata di nuovo l’anno successivo, sempre a marzo e sempre per il mio compleanno. Poi a giugno per il compleanno di mia sorella, che abbiamo festeggiato davvero in grande in un locale del West End – un altro dei ricordi più belli che ho – dove mi hanno regalato una borsa di goodies e in qualche modo mi sono ritrovata a tornare in hotel, alle tre passate del mattino, con una corona di foglie in testa. Non chiedete, non so come sia successo. Non contenta, quell’anno ci sono tornata per una terza volta per Halloween, che ho festeggiato al concerto di Alice Cooper all’Alexandra Palace. Nonostante Halloween non sia sentito in Inghilterra quanto in America, è stato bello tornare in hotel dopo il concerto, perché in metro eravamo tutti travestiti. L’anno scorso ci sono stata altre due volte, una per il mio compleanno (che questa volta ho festeggiato al cinema guardando We Bought a Zoo e commuovendomi) e una a dicembre, per vedere finalmente Londra con le luci e le decorazioni di Natale. Dire che è bellissima è un eufemismo. Se è già bella il resto dell’anno, potete immaginare con le lucine di Natale appese ovunque. Ho anche fatto scalo ad agosto dell’anno scorso, quando sono andata in America per le vacanze estive. Mi ricordo che quando sono tornata ho dovuto aspettare qualche ora in aeroporto, perché un temporale di fulmini aveva fatto ritardare tutte le partenze. Forse era il modo di Londra per non farmi andare via, chi lo sa?

Quest’anno non ci sono ancora stata e mi manca da morire. Ogni volta è sempre una nuova scoperta. Ogni volta imparo un po’ di più a viverla come se fossi una Londoner e me ne innamoro sempre di più. E’ come se non ne avessi mai abbastanza, come se sentissi costantemente il bisogno di tornarci, perché a Londra ci sono infinite possibilità. Non solo per cambiare vita, ma proprio per tutto. Musical, concerti, spettacoli, eventi… la sera si può letteralmente fare di tutto e ci sono sempre mezzi che riportano a casa. Non mi sono mai sentita a disagio ad andare in giro di sera in quella città, perché è sempre piena di gente.

Ormai non ho più bisogno di una mappa per andare in giro. Non ho più bisogno di chiedere indicazioni come la prima volta (nonostante io continui imperterrita a perdermi a South Bank, ma quello è un mio grave problema) e mi è capitato più volte di aiutare altri turisti in difficoltà (compresi due turisti italiani che non riuscivano a trovare il loro hotel e vedendo una gelateria con un nome italiano ci si sono infilati, nella speranza che parlassero italiano. Ma no, i proprietari erano russi e io, impietosita, sono andata ad offrire il mio aiuto). La sensazione più bella è quando qualcuno mi scambia per un’abitante del posto. Una sera un commesso di una catena di ristoranti mi ha sentita parlare in italiano con mia sorella e, incuriosito, mi ha chiesto di dove fossi. Quando ho risposto che ero italiana mi ha chiesto se abitassi a Londra e quando gli ho risposto che no, purtroppo ero solo in vacanza, mi ha detto che pensava che fossi inglese. Anzi, mi ha proprio detto “You sound so English!”, il che mi ha fatto più piacere di qualsiasi altro complimento del mondo.

Sedermi su una panchina di fronte al Round Pond ai Kensington Gardens la domenica mattina con un cappuccino di Starbucks e guardare i nonni con i nipoti che si sfidano con le barchette a vela telecomandate, attraversare il parco con la pioggia, trovare un autobus alle tre del mattino su Regent Street perché, per qualche motivo, dopo essere uscita dal locale prendere i mezzi pubblici sembrava un’ottima idea, vedere la super luna sopra il Tower Bridge, vedere alcuni dei concerti più belli a cui abbia mai assistito, innamorarmi di un ragazzo sconosciuto in un pub, o nel pubblico di un concerto, o per strada (beh, credo di aver reso l’idea. Mi piacciono gli inglesi ahahah), piangere davanti a un panino perché sapevo che non avrei mai più rivisto il ragazzo per cui ho avuto una cotta durante la vacanza studio, vedere una bambina che leccava il vetro della metro e rimanere profondamente sconvolta (mi chiedo ancora oggi che fine abbia fatto quella bimba. Sarà morta o avrà sviluppato degli anticorpi alieni resistenti a tutto?), la sensazione di poter andare in giro vestita, truccata e pettinata come mi pare senza che nessuno giudichi, lo shopping negli enormi centri commerciali… queste sono solo alcune delle cose che porterò con me per il resto della mia vita.

Londra, questa è la mia dichiarazione d’amore per te. Adesso, però, fammi capire se ricambi i miei sentimenti, così posso trasferirmi e vivere per sempre felice e contenta insieme a te.

Con amore,
Poppy

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2 pensieri su “Giorno 16: I Love London

  1. Wow *-* mi hai lasciato senza parole, si vede che sei follemente innamorata di Londra!! Spero che il tuo desiderio si realizzi,e chissà magari un giorno se siamo ancora in contatto e io andrò a Londra (perché ci ANDRÒ un giorno) potresti farmi da cicerone 😀

    • Grazie! Sono sicura che ci andrai un giorno! E se vivrò lì ti porterò in giro volentieri! Ma anche se dovessimo capitare in città nello stesso periodo in vacanza 😀 Londra è una città che amo talmente tanto che mi fa solo piacere condividere i miei posti preferiti con chi non li conosce *-* ❤

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