Giorno 4: recensioni negative o positive?

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Fare i complimenti alle persone che se lo meritano è una delle cose che mi piace di più fare. Leggo tante storie su EFP e cerco sempre di recensire tutto, perché da autrice so come ci si sente quando qualcuno posta una storia e aspetta un parere dai lettori. A volte, soprattutto se si tratta della prima storia, l’attesa è snervante. Quando vedi le visualizzazioni salire, ma il contatore delle recensioni rimane a zero, cominci a chiederti cos’hai scritto di sbagliato, perché alla gente non piace. Con il tempo ho scoperto che spesso la gente non lascia commenti per pigrizia e non per altro. O perché non hanno davvero trovato nulla di particolare da dirti. O perché, giustamente, nessuno è obbligato a darti il proprio parere su quello che ha appena letto. Da quando ho creato gli account di Twitter e Facebook ho ricevuto tantissimi commenti in più sui social network. I lettori preferiscono un modo immediato per contattarti, preferiscono scriverti un complimento corto su Twitter piuttosto che una recensione di almeno tot parole. Preferiscono mettere “mi piace” alla tua pagina o aggiungerti agli amici. E io non mi lamento per niente, perché scrivo principalmente per me, perché è la mia passione e ho bisogno di farlo. Devo svuotare la mente in qualche modo, no? Altrimenti impazzisco.

In ogni caso sono uno di quei lettori molesti che sente sempre la necessità di scriverti quello che pensa, sia che la recensione sia positiva che negativa. Sono molto onesta, forse troppo. E ogni tanto alla gente non fa piacere, ma io lo faccio in buona fede. Odio essere la “maestrina” di turno che ti fa notare che hai scritto “un amica” senza apostrofo, ma se scrivere è davvero la tua passione hai bisogno di queste correzioni, no? La grammatica è importante. E’ ovvio che non mi piace lasciare quelle negative, ma non scrivo “ciao, la tua storia mi fa schifo.” Piuttosto mi concentro su critiche costruttive che possono aiutare lo scrittore a migliorare. Perché anch’io ne ho avuto bisogno (e ne ho anche adesso). Ogni volta che consegnavo un tema a un professore aspettavo con ansia che me lo riportasse con tutte le correzioni del caso per vedere cosa sbagliavo, dove avrei potuto scrivere qualcosa di meglio. Ho sempre accettato le critiche con un sorriso e con voglia di imparare, ma non nego che mi piacciono i complimenti. Mi piace riceverne, così come mi piace farne. Insomma, sono una persona fastidiosa.

Credo che al giorno d’oggi ci concentriamo tutti troppo solo sugli aspetti negativi. Troviamo sempre il difetto in tutto e non apprezziamo abbastanza ciò che, invece, è positivo. Per questo mi piace tantissimo postare una recensione positiva quando una storia se lo merita. Mi piace che l’autore si senta apprezzato per quello che ha scritto, che sorrida perché qualcuno ha capito e amato quello che ha scritto, che continui ad avere voglia di scrivere perché sa che qualcuno legge. Ogni tanto è bello rendere qualcuno che se lo merita felice. E questa, per me, è una filosofia che si applica un po’ ovunque nella vita. Cerco sempre di essere onesta su tutto e di dare critiche costruttive dove servono, ma amo fare i complimenti e di concentrarmi sulle cose positive. Perché magari qualcuno che ha un grande talento non ha una vita facile o magari sta passando una giornata orrenda o ha smesso di credere in se stesso per qualsiasi motivo e un minuscolo complimento può tornare a farlo sorridere.

Voi che tipo di lettori siete? Lasciate commenti con critiche costruttive o complimenti?

Poppy

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6 pensieri su “Giorno 4: recensioni negative o positive?

  1. Solitamente mi limito a cliccare sul “mi piace”.
    Ho sempre paura di essere fuori luogo (proprio come in questo momento peraltro) ma evidentemente è un mio problema e basta.

    • Ciao!
      Innanzitutto benvenuta e piacere di conoscerti. Grazie per aver letto e per il commento, l’ho apprezzato molto.
      Io penso che le opinioni altrui siano sempre le benvenute (se sono critiche costruttive o complimenti o semplicemente uno scambio di idee) perché servono a confrontarsi, a crescere. Trovo che siano un po’ meno benvenute quando si tratta solo di insulti fini a se stessi. Quelli non servono proprio a nulla se non a fare stare male le persone.
      Non preoccuparti, non sei per niente fuori luogo e anzi, mi ha fatto piacere sentire il tuo pensiero sull’argomento.
      Un bacio,
      Poppy

      • Piacere mio, Valeria. 🙂
        Concordo su tutto.
        Di offese poi ne ricevo a palate, ma sono prevalentemente commenti anonimi.
        Tira brutta aria su Twitter, alcuni non mi amano in particolar modo (direi tranquillamente che mi detestano) e mi tengono in poche parole sotto tiro qui.
        Sto cercando di farmi scivolare un po’ tutto, ma non ci riesco. Purtroppo.
        Fortunatamente sta a noi decidere se approvare o meno.
        Buona giornata e un bacione grande a te. 😉

      • Valeria è un nome che mi piace tanto 🙂 Non c’entra con quello che stiamo dicendo, ma volevo dirtelo così, a caso!
        Purtroppo al giorno d’oggi la gente si sente autorizzata a prendere di mira qualcuno e ad insultarlo perché si sente protetto dall’anonimato. Ne parlavo proprio nel post di qualche giorno fa. Il cyberbullismo è diventato un problema grande. Il mio consiglio è quello di provare sempre di più a ignorare questi commenti cattivi, anche perché non servono proprio a nulla. Pensa semplicemente che queste persone hanno bisogno di insultare anonimamente qualcuno per stare meglio con loro stessi e lasciali perdere. E’ difficile, ma sono sicura che ce la farai.
        Spero che la situazione migliori 🙂 Buona giornata!

  2. concordo anche io con quello che dici. Recensisco e scrivo su EFP (oddio, ora pubblico le cose più recenti qui, ma le radici ce le ho sempre su quel sito) e sono prodiga di complimenti tanto quanto puntigliosa. Quando sono meritati, mi lascio andare ed elogio lo scrittore senza problemi, ma quando leggo storie di utenti che si spacciano per scrittori di passione e poi fanno errori da farti salire il crimine alle stelle, allora non risparmio neanche la minima correzione. E’ così che dev’essere. Se se la prendono – parliamo di recensioni puntigliose ma educate, ovvio – dimostrano grande mancanza di autocritica, cosa essenziale se vuoi giudicare obiettivamente il tuo stesso lavoro e migliorarlo più che puoi.

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