Il primo concerto

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Credo che l’esperienza del primo concerto non si scordi mai. O almeno per me è stato così. Avevo quindici anni (ne avrei compiuti sedici dopo un paio di mesi) e non avevo la minima idea di cosa aspettarmi. Mia sorella è una fan dei Green Day da anni, dal 1992 o dal 1993, quindi sono cresciuta sentendoli in casa. E’ stato nell’estate del 2003 che ho cominciato ad ascoltarli veramente. E’ stata anche l’estate in cui ho cominciato a scrivere. Mi ricordo che mi mettevo al computer (ai tempi ne avevamo uno fisso in due e dovevo aspettare che mia sorella uscisse), cominciavo ad ascoltare “International Superhits“, il best dei Green Day, e scrivevo. Certo, erano storielle stupide e ingenue, perché a quindici anni non sapevo bene come funzionava il mondo. Non mi ero mai innamorata, non avevo mai avuto il cuore spezzato e non avevo molta esperienza di vita in generale. Però mi ricordo che quell’album è stato l’inizio di tutto (contate anche che quando ero piccola ero innamorata di “Dominated Love Slave” e dicevo sempre a mia sorella di farmi sentire “la canzone di quello verde” perché mi faceva ridere. Ah, la gioventù. Non sapendo l’inglese non avevo la minima idea di cosa Tré stesse cantando).
A otto anni, quando è uscito Nimrod, cantavo tutto il primo verso di “All The Time” ed ero orgogliosa di averlo imparato a memoria. Sempre a quell’età mia sorella mi faceva delle domande ed io dovevo indovinare le canzoni dei Green Day a cui lei stava pensando. Qualche anno dopo, all’uscita di Warning, mia sorella ed io cantavamo tutte le canzoni insieme guardando i testi. E nel 2004 abbiamo aspettato insieme con ansia l’uscita di American Idiot. Grazie a loro siamo anche diventate legate, perché prima ci odiavamo.

Non ero riuscita a farmi portare al concerto ad Assago da mia sorella, che all’inizio non voleva che andassi con lei perché pensava che fossi troppo piccola e quando ha cambiato idea l’evento era sold out. Così, da brava giovane teenager testarda, ho cercato un modo. Ho partecipato a un concorso di MTV per vincere degli ingressi per il mini-concerto organizzato da loro: Green Day live @ MTV Supersonic. Per qualche strana congiunzione astrale ho ricevuto la chiamata che mi avvisava di aver vinto e da lì è cominciata l’avventura. Nonostante i racconti di mia sorella dei concerti a cui era già stata – quello del giorno prima e quello di quattro anni prima – non ero minimamente preparata.

Era il 17 gennaio 2005 e non sapevo che da quel momento mi sarei innamorata della musica live e che andare ai concerti sarebbe stata una delle mie attività preferite. Ricordo ancora tutto come se fosse successo ieri. L’attesa fuori dagli studi di MTV, il tempo passato a conoscere le persone intorno a me – ero una quindicenne molto spigliata ed estroversa e sentivo il bisogno di fare amicizia con gente sconosciuta – e il momento dell’inizio del concerto. La prima nota di American Idiot e il caos che si è generato successivamente. Essendo il mio primo concerto ero felice di essere riuscita ad accaparrarmi una settima (più o meno) fila centrale (non c’erano posti a sedere, ovviamente, era solo parterre e il posto era molto più affollato di quanto avrebbe dovuto). Ero esattamente di fronte a Billie Joe, il cantante e non sapevo che quella fosse una pessima idea. Pessima. Alla prima nota ho sentito letteralmente la potenza della folla dietro di me. Sono stata spinta in avanti – finendo quasi attaccata al palco ai piedi di Billie Joe, perché non c’erano transenne – e poi indietro. Ho resistito un paio di canzoni in quella situazione e poi ho trovato un posticino ai lati del palco da cui ho visto tutto tranquillamente, senza essere uccisa.

La scaletta era ridotta, perché essendo uno show per un format di MTV doveva durare solo un’ora. Ma quella è stata una delle ore più belle della mia vita. Ho cantato, saltato, partecipato attivamente a quello show e in quel momento non avevo problemi. Capiamoci, non che a quindici anni avessi grandi preoccupazioni, ma l’energia del live mi ha fatto dimenticare qualunque cosa, anche il mal di piedi per essere stata in giro e in piedi tutto il giorno dalla mattina. Per non parlare dell’adrenalina, dell’energia che mi è rimasta per ore dopo quel concerto. Ero al settimo cielo – e non solo perché sono riuscita a farmi dare una bacchetta di Tré Cool da uno dei tecnici di fianco al palco – ma per quello che quel live ha significato per me. Non avevo mai provato tanta gioia, tanta libertà, tanto euforia in tutta la mia vita. Sapevo che in quel momento, in quel posto, tutte le persone che erano nel pubblico erano unite da un’unica passione: la musica dei Green Day.

Diciamo che sono stata abbastanza fortunata, perché non capita a tutti che la prima esperienza live sia registrata e disponibile da rivedere quando si vuole. Da quel momento ho cercato di partecipare a più live possibili, proprio alla ricerca della sensazione che ho avuto la prima volta e la riprovo spesso. Non importa di chi sia il concerto, se dei Green Day, di Britney Spears, dei Murderdolls o di chi altro. Non importa quanto sia grande il luogo dell’evento – se ci sono cento partecipanti o se ce ne sono 15.000. E’ sapere che per un momento tutte le persone presenti sono legate da qualcosa che avete in comune che è importante.

Qual è stato il vostro primo concerto? Ve lo ricordate? Scrivetemi la vostra esperienza in un commento, se vi va! Oppure, se non siete ancora stati a un live, scrivetemi a quale vorreste partecipare!

Poppy

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3 pensieri su “Il primo concerto

  1. Ciao Poppy,
    io non sono mai stata ad un concerto,ma immagino che deve essere un’esperienza incredibile soprattutto se su quel palco c ‘è qualcuno che segui da tanto tempo!! Io vorrei vedere concerti di molti artisti, anche perché ascolto musica di qualsiasi genere,però sarei molto felice di vedere i One Direction in concerto. Quest’anno non sono riuscita ad andare, ma se l’anno prossimo vengono in Italia farò di tutto pur di prendere i biglietti!!
    Baci xx

    • Ciao Lilly,
      ti auguro davvero di riuscire ad andare preso a un concerto, soprattutto di una band che ti piace tanto perché è un’esperienza incredibile! Spero che tu riesca a prendere i biglietti del prossimo tour e sono curiosa di vederli anch’io dal vivo i One Direction! 🙂
      Bacione ❤

  2. Pingback: Giorno 74: Tag “Le Prime Volte” | Poppy Belle

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